News > Side Hustle Partita Iva Lavoro Dipendente

Lavoro, HYPE: l’11% delle partite IVA ha anche un impiego dipendente

Cresce il fenomeno del "side hustle", il lavoretto extra associato all'attività principale. Gli uomini over 45 i più coinvolti.

Aggiornato il:

Tempo lettura:
4 min
+ Perché fidarti di Finanza Digitale
×

In Finanza Digitale, ci impegniamo per offrirti analisi finanziarie imparziali e affidabili. Pur ricevendo compensi attraverso affiliazioni, la nostra integrità editoriale rimane il nostro pilastro: le nostre classifiche e recensioni sono frutto di rigorose analisi e indipendenza. La tua fiducia è la nostra missione.

Aggiornato il:

Tempo lettura:
4 min
+ Fidati di Noi
×

In Finanza Digitale, ci impegniamo per offrirti analisi finanziarie imparziali e affidabili. Pur ricevendo compensi attraverso affiliazioni, la nostra integrità editoriale rimane il nostro pilastro: le nostre classifiche e recensioni sono frutto di rigorose analisi e indipendenza. La tua fiducia è la nostra missione.

Adv Info

Si consolida in Italia il fenomeno del “side hustle” (il secondo lavoro), la tendenza a combinare un lavoro dipendente con un’attività in proprio. Secondo un’indagine diffusa dalla neobank HYPE su un campione di quasi 500 clienti titolari di HYPE Business, l’11% dei professionisti affianca alla Partita IVA un contratto subordinato.

Lo studio restituisce la fotografia di un lavoratore autonomo maturo, prevalentemente maschio e con un livello di istruzione elevato, smentendo lo stereotipo del freelance giovane o giovanissimo. Se la ricerca di autonomia resta il motore principale, emergono criticità significative sul fronte della stabilità economica per gli under 24 e un diffuso disincanto tra i professionisti più anziani.

Chi è il libero professionista italiano nel 2025

I dati raccolti da HYPE ribaltano l’immaginario collettivo legato alle partite IVA. Il profilo medio non è quello di un giovane alle prime armi, ma di un professionista con esperienza consolidata: oltre la metà del campione ha superato i 45 anni e il 58% opera con partita IVA da oltre sei anni. Il livello di scolarizzazione è alto, con il 94% dei soggetti in possesso di almeno un diploma e il 44% laureato o con titoli post-universitari.

Resta netto il divario di genere. Il 72% del campione è composto da uomini, mentre le donne rappresentano una minoranza numerica che sconta una maggiore esposizione a fragilità economiche. I settori di riferimento rispecchiano l’alta formazione: prevalgono professioni ordinistiche, consulenza specialistica e attività ad alto valore aggiunto.

Come si configura il fenomeno del side hustle

La ricerca evidenzia come la costruzione di identità professionali multiple sia ormai strutturale. Dell’11% di professionisti che abbinano partita IVA e lavoro dipendente, la ripartizione avviene secondo due modalità principali:

  • 7% affianca l’attività autonoma a un impiego full-time;
  • 4% mantiene un lavoro dipendente part-time.

Questa doppia attività attraversa tutte le generazioni. Tra gli over 45, il side hustle funge spesso da strumento di transizione professionale o stabilizzazione economica. I settori più coinvolti sono quelli ad alta specializzazione (avvocati, architetti, ingegneri, commercialisti), seguiti da commercio, e-commerce e marketing digitale.

Esiste una differenza sostanziale nell’approccio tra uomini e donne: i primi tendono a mantenere il full-time, le seconde prediligono il part-time, cercando nella partita IVA uno spazio di espressione professionale compatibile con la richiesta di flessibilità.

Quali sono le motivazioni e il reale work-life balance

Contrariamente a quanto si possa pensare, la leva economica non è la motivazione primaria. Solo il 13% dichiara di aver aperto la partita IVA per aumentare i guadagni. La spinta maggiore arriva dalla ricerca di autonomia e indipendenza (29%) e dal desiderio di autorealizzazione.

Tuttavia, il bilanciamento tra vita privata e lavoro resta complesso. Quasi la metà dei professionisti dichiara di non essere riuscita a realizzare, o di aver realizzato solo parzialmente, il work-life balance desiderato. Anche la sicurezza economica divide il campione quasi perfettamente a metà tra chi si sente stabile e chi percepisce incertezza.

Chi sono i soggetti più vulnerabili

L’analisi generazionale mostra forti discrepanze. La fascia 18-24 anni è la più fragile: il 42% dichiara di coprire le spese quotidiane con difficoltà, pur mantenendo un forte slancio ideale e aspettative di crescita. La situazione economica si stabilizza con l’avanzare dell’età, raggiungendo livelli soddisfacenti solo tra gli over 65.

Le donne soffrono maggiormente l’instabilità: il 14% fatica ad arrivare a fine mese, contro l’8% degli uomini, riportando anche livelli più alti di ansia nella gestione delle scadenze.

Sul fronte della soddisfazione, la fascia più critica è quella tra i 55 e i 64 anni. Qui il realismo prevale sull’idealismo: il 42% di questi professionisti afferma che l’esperienza da autonomo è stata peggiore delle attese, rendendoli la generazione più delusa, nonostante la maggioranza rifarebbe la stessa scelta con maggiore consapevolezza.

Il ruolo del digitale nella gestione finanziaria

Nonostante un mindset imprenditoriale diffuso (l’80% si definisce proattivo), emergono lacune nella gestione operativa e nel networking. Solo il 56% si sente in grado di affrontare gli imprevisti.

Su questo punto è intervenuto Luca Grampioggia, Deputy CEO di HYPE, sottolineando come la complessità burocratica richieda nuovi strumenti: «Essere un lavoratore autonomo oggi significa gestire scadenze, flussi di cassa e imprevisti. Soluzioni come quelle di HYPE aiutano a semplificare la gestione finanziaria quotidiana, automatizzando le attività e restituendo tempo al lavoro vero. La tecnologia non sostituisce il professionista, ma lo sostiene, rendendolo più organizzato».

Disclaimer: Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Per dettagli e condizioni vai su www.hype.it e consulta la pagina Promozioni e i fogli informativi alla pagina Trasparenza.

Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

Argomenti:

Lascia un commento

Potrebbero interessarti anche: