L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha irrogato sanzioni per un totale di oltre 11 milioni di euro a diverse società del gruppo Revolut a causa di pratiche commerciali scorrette e questo provvedimento è stato ufficializzato a Roma il 2 aprile 2026.
L’intervento del garante ha colpito la diffusione di messaggi pubblicitari sugli investimenti giudicati ingannevoli e l’adozione di modalità aggressive nella gestione dei conti di pagamento, cosa che ha spinto l’istituzione a intervenire per tutelare la libertà di scelta di consumatori e microimprese.
Sanzioni sugli investimenti
Una prima sanzione da 5 milioni di euro ha coinvolto Revolut Securities Europe UAB e Revolut Group Holdings Ltd per aver omesso informazioni chiare ed esaustive sui costi reali dei servizi finanziari. Le società hanno promosso investimenti descrivendoli come “senza commissioni”, ma questo messaggio iniziale non conteneva dettagli sulla presenza di oneri aggiuntivi e limitazioni operative.
L’indagine dell’Antitrust si è concentrata in particolare sulle azioni frazionate, che sono strumenti diversi rispetto alle azioni intere per quanto riguarda i rischi, i diritti e la trasferibilità. La mancanza di trasparenza su queste caratteristiche ha violato gli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo, il che ha reso la comunicazione pubblicitaria inadeguata rispetto agli standard richiesti per la protezione degli investitori retail.
Gestione dei conti e IBAN
Un’ulteriore multa da 5 milioni di euro è stata inflitta a Revolut Group Holdings Ltd e Revolut Bank UAB per la gestione dei conti di pagamento, settore in cui l’autorità ha rilevato l’uso di modalità aggressive e una carenza di informazioni sui blocchi dei rapporti. I clienti non hanno ricevuto dettagli precisi sulle condizioni che portano alla sospensione o alla limitazione del conto, e poi è mancato un preavviso adeguato prima dell’adozione delle restrizioni.
L’AGCM ha sottolineato che l’impossibilità di accedere ai propri fondi per lunghi periodi ostacola i diritti contrattuali e impedisce di soddisfare le esigenze quotidiane urgenti, perciò ha giudicato tali condotte lesive degli articoli dal 20 al 25 del Codice del Consumo.
A questo si aggiunge una sanzione da 1,5 milioni di euro per la mancata trasparenza sulla migrazione dall’IBAN lituano a quello italiano. La società non ha fornito indicazioni chiare sui requisiti e sulle tempistiche necessari per ottenere il prefisso nazionale IT, e questo ha creato incertezza tra gli utenti durante la fase di transizione.
La replica del gruppo
Revolut ha chiuso il 2025 con un utile netto record di 2,3 miliardi di dollari a livello globale, ma questo risultato finanziario non ha evitato lo scontro con l’autorità italiana. I vertici della società hanno dichiarato di non concordare con le conclusioni dell’Antitrust e hanno già annunciato l’intenzione di presentare ricorso. L’azienda si è detta fiduciosa nella correttezza delle proprie comunicazioni e ha ribadito che la tutela della clientela è una priorità assoluta per il gruppo.
Secondo i portavoce della banca digitale, le verifiche sui conti che hanno causato le contestazioni sono obbligatorie e necessarie, poiché servono a proteggere l’integrità del sistema finanziario e la sicurezza degli stessi risparmiatori.
La società sostiene di operare nel pieno rispetto degli standard bancari nazionali, e così affiderà alla giustizia amministrativa il compito di valutare la legittimità dei provvedimenti emessi dal garante.








