Dedicarsi a un secondo lavoro è qualcosa di più comune di quanto si pensi. Secondo l’Eurostat, nel 2024 le persone con un’attività part-time in Italia rappresentavano il 4% della forza lavoro.
Sono attività svolte per lo più in modo occasionale, la sera, nel weekend o per poche ore al giorno, con contratto o a collaborazione spot. I motivi per cui ci si dedica sono disparati: c’è chi lo fa per una propria passione, chi per la possibilità di guadagnare un extra.
Ci sono lavoratori che hanno necessità di arrotondare lo stipendio, per non arrivare a fine mese senza risparmi. C’è poi chi vuole diversificare le entrate per vivere in modo più sereno.
Oggi esistono centinaia di attività part-time e molte possono essere svolte da casa: basta un computer, uno smartphone, una linea Internet e tanta voglia di imparare.
Di seguito abbiamo esaminato 10 opportunità concrete e con cui iniziare a guadagnare sin da subito, senza grandi investimenti iniziali.
Migliori attività da remoto (anche serali)
Affittare casa
Affittare un immobile, o una stanza, non ha costi di avviamento e può essere fatto senza investire capitali. Basta una camera ben ammobiliata e con uno spazio adeguato per accogliere una o due persone.
Per sponsorizzare l’attività è possibile utilizzare una piattaforma come Booking o Airbnb. Si può agire anche in autonomia pubblicando un annuncio sui social o con il più tradizionale passaparola.
L’affitto può essere breve (entro i 30 giorni) oppure nel lungo termine. In entrambi i casi è necessario prima informarsi sulle normative per la registrazione del contratto e per la comunicazione dei dati degli ospiti.
In media da 100 a 140 euro a notte per appartamento nelle grandi città o località turistiche. Questo si traduce in un range potenziale, a occupazione buona (70% su base annua), tra 2.000 e 3.000 euro al mese lordi, ma molto dipende dalla città e dalla stagione. La redditività lorda annua si attesta tra il 4,5% e il 6,5% del valore dell’immobile. Da valutare anche regole nuove (CIN, check-in di persona) e tasse (cedolare secca 21-26% e altre spese).
Aprire un home restaurant
L’home restaurant è un’attività con cui preparare piatti pronti che verranno poi consegnati in ufficio o negli appartamenti delle persone. Altra opportunità è quella di utilizzare la propria casa per organizzare pranzi o cene per eventi o per gruppi di persone.

È necessaria una cucina ben attrezzata con uno ampio tavolo e la passione per creare ricette gustose e ricercate. Può essere utile realizzare un proprio profilo sui social in cui pubblicizzare i piatti del giorno o il menù.
Sono molto ricercati quelli specifici per atleti, per persone che hanno intolleranze al glutine o piatti vegani.
Generalmente dai 500 ai 2.000 euro al mese netti, se si lavora da casa su prenotazione e con 1-2 eventi a settimana. Il potenziale può crescere in aree turistiche o con una forte strategia di comunicazione, ma ci sono limiti normativi e va predisposta la posizione fiscale corretta.
Vendere online
Per chi ha capacità creative e manualità, una seconda entrata può derivare dalla vendita di prodotti di artigianato.
Dagli articoli di gioielleria (bracciali, collane, pendagli) alla creazione di borse, vasi e oggetti di design. I punti di forza sono l’unicità e originalità del prodotto e costi accessibili a tutti, dato che non appartengono a specifici brand. Basta poco per venderli online oppure utilizzare piattaforme come Vinted, e-Bay o Subito.it.
Un microvenditore privato può ricavare da poche centinaia a 2.000 euro/mese, mentre un negozio ben strutturato può arrivare (o superare) i 5.000-10.000 euro mensili, specie con prodotti di nicchia oppure grazie al dropshipping internazionale. I costi pubblicitari (ads) possono erodere i margini.
Offrire consulenza online
Chi ha una specifica competenza in un settore può utilizzarla per offrire la sua esperienza online previo compenso.
Basta registrarsi su piattaforme come LinkedIn o su quelle rivolte ai freelance e stabilire un tariffario per la tipologia di consulenza.
Grazie al web non è necessario incontrarsi da vivo, tutto è fatto da computer tramite videochiamata (o video call). Il punto di forza è che non ci sono investimenti. È necessario crearsi solo una certa brand reputation online.
Dai 25-50 euro/ora (settori comuni) a 100-200 euro/ora per consulenti specialistici e nicchie di mercato (marketing, SEO, business, coaching ecc.). Un profilo ben posizionato può raggiungere facilmente i 2.000-5.000 euro/mese netti gestendo 2-3 clienti contemporanei.
Diventare creator di contenuti
I creator sono coloro che realizzano per il web contenuti di diverso genere. Dai video lunghi, alle short stories, dalle recensioni alle guide pratiche, dai podcast alle condivisioni di storie fino a diventare influencer.
Per iniziare basta un computer e avere una certa conoscenza di come funziona la creazione di un contenuto video o di scrittura online. Se non si hanno le basi, ci sono tantissimi tutorial e corsi con cui imparare.
Oltre a YouTube, TikTok, Instagram è interessante anche il nuovo sistema di monetizzazione di Facebook che permette di ottenere un guadagno in base al numero di visualizzazioni.
Le cifre vanno da poche decine di euro per chi inizia, a 500-2.000 euro/mese per piccoli account che hanno già una community, fino a decine di migliaia di euro/mese in caso di accordi pubblicitari e branded content su larga scala. Monetizzazione anche tramite affiliazioni e shop.
Investire online
Il trading online è oggi accessibile da qualunque computer o smartphone. Certo è necessaria una certa conoscenza e c’è sempre un rischio legato alla volatilità del mercato.
Tuttavia, alcune piattaforme di trading offrono tecnologie come il Copy Trading con cui copiare letteralmente le operazioni di trader esperti. Un esempio è il broker eToro. Non serve quindi seguire i mercati tutti i giorni o approfondire conoscenze di analisi tecnica e fondamentale.

Ci sono poi piattaforme che permettono di investire in asset diversificati e con rendimenti costanti già preimpostati e suddivisi in base a indice di rischio e rendimento, come Moneyfarm o Mintos.
Infine, per chi ha una somma da parte può valutare di creare un portafoglio con titoli ad alti dividendi. Si otterrà così un rendimento a scadenze prestabilite dovuto al pagamento degli utili.
Gli investitori retail italiani realisticamente ottengono rendimenti tra il 3% e il 15% annuo del capitale investito, ma molti chiudono in perdita nei primi anni. Un rendimento costante è raro senza formazione e capitali medio-alti (almeno 10.000-20.000 euro investiti).
Diventare user generator content (UGC)
L’user generator content è l’evoluzione di chi un tempo scriveva le recensioni sui prodotti. È colui che condivide la propria esperienza legata a uno specifico brand. Sono richiesti dalle aziende proprio perché danno un valore aggiunto con una testimonianza reale e concreta di un prodotto o di un servizio.
In particolare i settori dove si può iniziare a svolgere l’attività di user generator content sono la moda, il cibo, l’abbigliamento e i viaggi. Il possibile guadagno è legato alle visualizzazioni ricevute sui social, ma anche alla partnership con i brand che richiederanno la condivisione dell’esperienza sul web.
La produzione di contenuti per brand (foto, video, recensioni) può portare dai 50 ai 500 euro a collaborazione, con creator specializzati che si posizionano anche sopra i 1.000 euro per progetti più articolati. Può diventare un’entrata stabile se si lavora su piattaforme internazionali o tramite agenzie.
Insegnare e vendere corsi online
Insegnare online è un’attività che offre una fonte di guadagno senza però la necessità di investire in tecnologia o capitali. Bastano le proprie conoscenze su una specifica materia.
Grazie alle lezioni online, si risparmia tempo ed è possibile anche condividerle con un altro studente. L’importo che si guadagna ogni ora varia dalla tipologia di lezione e dall’esperienza del tutor.
Inoltre, se un tempo ci si poteva affidare solo al passaparola per trovare alunni, oggi sono disponibili diverse piattaforme online che sono un punto di incontro tra chi cerca una lezione e i tutor.
Per chi invece ha una conoscenza pratica di uno strumento può creare dei webinar da pubblicare online o vendere.
Da 15 a 50 euro/ora in base all’autorevolezza del docente e alla materia. Un insegnante lavorando anche solo part-time può superare facilmente i 1.000-1.500 euro netti/mese; chi crea corsi digitali (in italiano o inglese) può salire esponenzialmente se scala le vendite senza limiti di tempo.
Affiliate marketing
L’Affiliate marketer è una persona che promuove online un prodotto o un servizio a un target di utenti. Al marketer si attribuisce un link, chiamato di affiliazione, da condividere online.
Nel momento in cui un utente lo utilizza e compie una specifica azione, come l’acquisto o la sottoscrizione a un servizio, il marketer ottiene un guadagno.
Non c’è un investimento e non vengono acquistati prodotti o servizi. Inoltre, con la dovuta programmazione è possibile gestire l’attività in poche ore negli spazi che si hanno a disposizione.
Il guadagno è legato all’attività di affiliazione che viene registrata attraverso un link. Oggi ci sono piattaforme che permettendo di condividere i link di affiliazione. Tra le più famose in Italia c’è Awin.
In alternativa è poi possibile rivolgersi direttamente a un brand chiedendo l’affiliazione e sponsorizzando così il prodotto o il servizio.
Va da pochi euro (se si lavora in modo passivo) a 500-2.000 euro/mese per chi gestisce siti di nicchia, canali Telegram o newsletter focalizzati. I top affiliate con un traffico importante e strategie avanzate possono superare anche i 10.000 euro/mese, ma la media per chi mantiene costanza e professionalità è tra 200 e 1.500 euro mensili.
Diventare un tester
Il tester è una persona che guadagna effettuando delle prove su specifici prodotti o servizi. Il test o prova può avvenire su una sezione di un sito, su un’applicazione o su prodotti fisici. In altri casi può essere richiesto di compilare un sondaggio o effettuare un questionario.

I tester sono molto ricercati soprattutto dalle piattaforme di crowdsourcing come Crowdville. Il loro scopo è proprio quello di fornire informazioni su uno specifico prodotto o servizio, raccogliendo quanti più dati possibile dagli utenti.
Il guadagno si ottiene in base alla tipologia di azione compiuta. Ad esempio, su Crowdville è possibile guadagnare dalle 2€ ai 14€ con un test, fino ad ottenere anche buoni Amazon di 100€.
Un tester occasionale può arrivare a 200-400 euro/mese; quelli molto attivi (su più piattaforme e con conoscenza inglese) fra i 500 e 1.000 euro mensili, ma è difficile mantenere numeri più alti senza scalare a test o prodotti tecnici ad alto valore.
Come scegliere un secondo lavoro
Un secondo lavoro può essere un’attività svolta part-time con un contratto, una prestazione effettuata in autonomia o dietro corrispettivo economico, che ha come oggetto quasi sempre un’attività intellettuale. I lavori indicati prima appartengono a questa ultime due categorie. Ciò che li distingue da un lavoro a contratto sono alcune caratteristiche:
- attività saltuarie;
- occasionalità;
- non professionalità;
- attività non organizzata;
- senza contratto di subordinazione.
Se si rispettano questi parametri per svolgere un lavoro occasionale in autonomia non è necessaria la partita IVA. Lo stesso vale per la prestazione occasionale.
Tassazione del secondo lavoro
Per chi non ha redditi o un contratto di lavoro pubblico o privato, non deve inserire i guadagni percepiti dal secondo lavoro nella dichiarazione dei redditi se le somme percepite sono entro le 4.800€.
Invece, per chi ha già un reddito, i guadagni di un secondo lavoro devono essere inseriti nel modello 730 o PF (Persone Fisiche). In caso di emissione di ritenuta d’acconto, l’importo può essere detratto ai fini del calcolo delle tasse.
Prestazione occasionale e ritenuta d’acconto
Nelle prestazioni occasionali si svolge un compito su richiesta di un soggetto terzo che può essere un privato o un’azienda. Come comportarsi dal punto di vista fiscale? Il problema non sorge con il privato a cui si può rilasciare una ricevuta non fiscale, ma per chi ha la partita IVA come le imprese.
In questo caso, il lavoratore che svolge la prestazione occasionale non può emettere fattura, ma si applica una ritenta d’acconto. Quindi sul compenso pattuito verrà sottratto il 20% come “ritenuta d’acconto” dall’azienda per la prestazione svolta.
FAQ
Sì, è possibile svolgere un’attività part-time saltuaria se si è già dipendente, purché questa non vada in conflitto con il lavoro dipendente o ne comprometta l’efficienza lavorativa.
Non ci sono obblighi di legge per cui è necessario informare il datore di lavoro, soprattutto se questa attività avviene in modo saltuario ed è in un settore che non compete con quello primario.
Se l’attività diventa continuata e richiede una serie di strutture organizzate, si pensi ad esempio alla vendita online di un e-commerce, allora è necessario aprire partita IVA come lavoratore autonomo








