Monzo, banca online UK, ha deciso di chiudere le proprie operazioni bancarie negli Stati Uniti con l’intenzione di concentrare ogni risorsa sullo sviluppo dei mercati nel Regno Unito e in Europa. La banca digitale britannica ha già interrotto l’acquisizione di nuovi clienti oltreoceano, e questo comporterà il licenziamento di circa 50 dipendenti impiegati nelle sedi di New York e San Francisco.
I correntisti americani che attualmente possiedono un rapporto attivo con l’istituto potranno continuare a utilizzare i servizi solo fino al prossimo giugno, mese in cui l’azienda cesserà ufficialmente ogni attività sul suolo statunitense.
Una scelta strategica
La decisione è stata presa dalla nuova amministratrice delegata Diana Layfield, la quale ha sostituito TS Anil alla guida del gruppo lo scorso mese. Secondo quanto dichiarato dai vertici societari, Monzo vuole sfruttare la crescita della propria base clienti nel mercato domestico, che ha ormai raggiunto i 15 milioni di utenti, e intende capitalizzare le opportunità offerte dalla licenza bancaria europea ottenuta lo scorso dicembre.
La banca ha spiegato che si tratta di una scelta deliberata e funzionale alla scalabilità del business in Europa, cosa che permetterà di evitare ulteriori dispersioni di capitale in un’area geografica dove la società ha faticato a guadagnare terreno.
Il ritorno in Europa
Il percorso di Monzo negli Stati Uniti era iniziato nel 2020, ma il gruppo aveva già incontrato i primi ostacoli normativi nel 2021, anno in cui aveva ritirato la prima richiesta per ottenere una licenza bancaria locale. Nonostante la presenza di uffici fisici e la guida affidata a Conor Walsh, ex dirigente di Cash App, la concorrenza nel settore delle fintech americane è rimasta molto elevata.
La strategia di Monzo appare oggi opposta a quella del suo principale rivale, Revolut, che proprio di recente ha depositato formalmente la richiesta per una licenza bancaria nazionale negli Stati Uniti e punta a raggiungere i 100 milioni di clienti mondiali entro la metà del 2027.
L’ottenimento della licenza comunitaria offre ora a Monzo un passaporto finanziario per operare in modo più fluido in diversi Paesi dell’Unione Europea. Il nuovo assetto normativo permetterà alla società di competere con altri istituti digitali già presenti nel territorio, come la spagnola BBVA o la fintech olandese Finom, che nel corso del 2026 hanno potenziato le loro offerte di risparmio per attirare nuova liquidità.
Monzo prevede quindi di investire massicciamente nell’innovazione dei prodotti europei e così intende replicare il successo ottenuto nel Regno Unito, dove le sue funzioni di gestione delle spese quotidiane l’hanno resa uno dei marchi più popolari tra i risparmiatori.








