Jet HR, piattaforma dedicata alla gestione delle risorse umane, ha introdotto un nuovo modulo per l’erogazione dei fringe benefit aziendali. L’azienda italiana ha stretto un accordo strategico con Tundr, una startup specializzata nel welfare, con l’intenzione di unire in un unico flusso digitale l’amministrazione dei dipendenti e la distribuzione dei bonus.
I vantaggi economici dei benefit sono notevoli, eppure i numeri mostrano uno scarso utilizzo di questa opzione. Un’impresa spende infatti circa 1.400 euro per erogare 1.000 euro di premio tradizionale in busta paga, il che si traduce in una somma netta di soli 600 euro per il lavoratore.
La stessa cifra distribuita sotto forma di fringe benefit costa esattamente 1.000 euro all’azienda e arriva intatta al dipendente, poiché il limite di esenzione fiscale tocca i mille euro annui e raddoppia a duemila euro per le persone con figli a carico. E questo differenziale offre un risparmio potenziale fino a 400 euro all’anno per ogni addetto, ma solo il 28,6% delle imprese clienti di Jet HR impiega i benefit in modo continuativo.
Le aziende affrontano una eccessiva gestione manuale di soglie e importi, e poi i dipendenti trovano poco pratici i classici buoni acquisto cartacei o digitali. Marco Ogliengo, amministratore delegato di Jet HR, ha ricordato in un’intervista alla stampa che la legge italiana offre un’opportunità unica per raddoppiare il netto del dipendente e ridurre di un terzo i costi aziendali, ma questo vantaggio rimane sommerso dalla burocrazia.
Come funziona
Il nuovo sistema informatico abbatte gli ostacoli operativi e serve già 1.200 imprese nel nostro Paese. Il software propone in automatico l’assegnazione dei benefit e controlla il rispetto della soglia esentasse: il programma avvisa subito l’amministratore in caso di superamento del limite, cosa che evita costi imprevisti per la società.
I dati confluiscono nel cedolino senza alcun passaggio aggiuntivo e l’elaborazione della busta paga fa scattare la notifica immediata, con cui i fondi passano al lavoratore. Le imprese assegnano i crediti e monitorano il saldo disponibile direttamente dal portale principale, perciò non servono doppi accessi o esportazioni di file.
I lavoratori ricevono la Tundr Card, una carta di pagamento del circuito Mastercard utile per spendere i fondi nei negozi fisici oppure online e per facilitare il monitoraggio dei movimenti. I vertici delle due società rivendicano la portata innovativa dell’accordo: la tecnologia di Jet HR risolve il problema burocratico per gli uffici e la soluzione di Tundr agevola l’esperienza dei dipendenti.
Giorgio Seveso, amministratore delegato di Tundr, fissa l’obiettivo di democratizzare il welfare aziendale e renderlo accessibile per le spese di tutti i giorni, al fine di superare i confini delle sole grandi aziende strutturate. La collaborazione con Jet HR porta infatti la carta prepagata in un ecosistema efficiente, e così avvicina il traguardo di un welfare semplice e di grande impatto reale per l’intera forza lavoro.








