Il Ministero dellโEconomia e delle Finanze apre il 2026 con un doppio appuntamento sul mercato dei titoli di Stato. Il calendario delle emissioni prevede per fine gennaio due aste distinte di Btp e Ccteu, con unโofferta complessiva che puรฒ arrivare fino a 13,5 miliardi di euro. Martedรฌ 27 gennaio e giovedรฌ 29 gennaio sono le date da segnare in rosso se si vuole portare a casa un prodotto obbligazionario garantito dallo Stato italiano.
Si va dai titoli a breve termine fino alle scadenze ultra-lunghe, passando per emissioni indicizzate allโinflazione e per titoli a tasso variabile. Una gamma pensata per intercettare esigenze di investimento eterogenee, in una fase in cui molti risparmiatori tornano a guardare con attenzione al debito pubblico.
Lโasta del 27 gennaio
Il primo appuntamento รจ fissato per martedรฌ 27 gennaio. Lโimporto massimo previsto รจ pari a 5 miliardi di euro. Al centro dellโasta ci sono tre strumenti distinti, accomunati da una forte attenzione alla protezione del capitale e alla gestione della liquiditร .
Il primo รจ il Btp Short Term, con cedola fissa annua del 2,20%, strumento pensato per chi cerca un orizzonte temporale contenuto e flussi cedolari definiti. Il titolo prevede il primo stacco cedolare il 28 febbraio 2026 e lโammontare offerto oscilla tra 2,5 e 3 miliardi di euro.
Accanto al titolo a breve scadenza, il Tesoro propone due Btpโฌi, ovvero Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati allโinflazione europea. Il primo ha una durata di cinque anni, con scadenza fissata al 15 agosto 2031 e cedola annua dellโ1,10%. Lโimporto in asta รจ compreso tra 750 milioni e 1 miliardo di euro.
Il secondo Btpโฌi ha una durata di trentโanni con cedola annua del 2,55%. Anche in questo caso lโammontare previsto rientra in una forchetta tra 750 milioni e 1 miliardo di euro.
Per questi strumenti il capitale nominale viene rivalutato sulla base dellโandamento dellโinflazione europea. Le cedole vengono calcolate sul capitale rivalutato, con lโobiettivo di compensare la perdita di potere dโacquisto nel tempo.
Lโasta del 29 gennaio
Il secondo appuntamento รจ in programma giovedรฌ 29 gennaio. In questo caso il Tesoro mette sul mercato fino a 8,5 miliardi di euro in titoli a tasso fisso di medio e lungo periodo e su strumenti a tasso variabile.
Il primo titolo รจ un Btp a cinque anni con scadenza 1ยฐ febbraio 2031. La cedola annua รจ pari al 2,85%. Lโammontare previsto va da 2,5 a 2,75 miliardi di euro.
Segue il Btp decennale, con scadenza 1ยฐ febbraio 2036. La cedola annua raggiunge il 3,45%. Lโimporto collocato รจ compreso tra 3,5 e 3,75 miliardi di euro, ai quali si aggiungono 750 milioni destinati allโasta supplementare.
Completa lโofferta il Ccteu, titolo a tasso variabile indicizzato allโEuribor a sei mesi, con scadenza intorno ad aprile 2035. La struttura del Ccteu consente un adeguamento periodico delle cedole in base allโandamento dei tassi di mercato.
Per entrambi i Btp a cedola fissa, il primo pagamento cedolare รจ previsto a breve. La data indicata รจ il 1ยฐ febbraio 2026. Il regolamento delle sottoscrizioni avverrร lunedรฌ 2 febbraio 2026.
Conviene acquistare Titoli di Stato?
La doppia asta di fine gennaio contiene un’offerta variegata che risponde a obiettivi differenti e a orizzonti temporali distanti tra loro. Il Btp Short Term รจ pensato per una gestione della liquiditร su un arco temporale limitato, i Btpโฌi offrono una copertura diretta contro lโinflazione grazie alla rivalutazione del capitale.
I Btp a cedola fissa permettono di pianificare flussi periodici noti in anticipo, mentre i Ccteu si rivolgono a chi guarda allโevoluzione futura dei tassi di interesse e privilegia una struttura variabile.
I Buoni del Tesoro Poliennali rimangono gli strumenti preferiti da molti investitori, perchรฉ offrono sicurezza, liquiditร e una soglia di accesso contenuta (lโimporto minimo di sottoscrizione รจ 1.000 euro). Rimangono un piccolo mattoncino allโinterno di strategie di investimento diversificata.








