Sono 36 milioni gli italiani1 che quest’anno riceveranno la tredicesima a partire dalla seconda settimana di dicembre. I primi saranno i pensionati e poi i dipendenti pubblici e privati.
Una mensilità aggiuntiva utile per affrontare gli acquisti di Natale, che oggi è oggetto di scontri tra i partiti e anche di delusioni.
Sono state diverse le proposte di detassazione della tredicesima, trasformatesi poi in una riduzione con una flat tax e infine in un possibile standby nella nuova Legge di Bilancio 2026.
L’iniziativa portata avanti dal Governo Meloni si è scontrata contro la necessità di utilizzare i 14,5 miliardi di gettito IRPEF. È questo il valore di tasse sulle 13esime per il 2026 calcolato dalla Ragioneria dello Stato e dal MEF che andrebbe così a finanziare invece il taglio del cuneo fiscale previsto per quest’anno.
A chi spetta oggi la tredicesima? Quali sono i nuovi calcoli del 2026?
La detassazione della tredicesima
Dopo lo scontro sulla gestione dell’oro della Banca d’Italia, la Legge di Bilancio 2026 vede confrontarsi i partiti anche sulla detassazione della tredicesima.
In base alla normativa odierna, la tredicesima è considerata come una mensilità aggiuntiva che non beneficia quindi di esenzione dalle imposte. Pertanto l’intera somma, al netto dei contributi previdenziali, è tassata in base ai nuovi scaglioni IRPEF.
L’importo che verrà incassato dal fisco per il 2025 è pari a 13,839 miliardi di euro. Per il 2026, il totale del gettito IRPEF salirà a 14,5 miliardi2 su un lordo di circa 60 miliardi (stime del MEF).
La prima proposta di Forza Italia al MEF era quella di una detassazione completa, con il versamento solo dei contributi previdenziali. È stata poi modificata con una flat tax al 10% e poi a una flat tax del 15%.
La detassazione è però venuta meno, almeno per adesso. A deludere i dipendenti e i pensionati, che già immaginavano di avere una sorta di bonus aggiuntivo, è il valore dei 14,5 miliardi di gettito fiscale previsti per il 2026. Per non sacrificare la riforma IRPEF con un netto taglio del cuneo fiscale, che richiede circa 10 miliardi, è stato valutato di mettere momentaneamente da parte la detassazione della tredicesima.
I calcoli per il 2026
Cosa si dovranno aspettare i dipendenti e i pensionati per il 2026? Venuta meno la detassazione della tredicesima, l’unica riduzione è quella legata alla riforma degli scaglioni IRPEF3 che dovrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio 2026.
La nuova riforma rispetto al quella del 2024 ha confermato l’accorpamento dei primi due scaglioni con un’unica aliquota del 23% per i redditi fino a 28.000€, riducendo al 33% (contro il 35%) quella per i redditi tra i 28.001 e i 50.000€ e mantenendo al 43% la tassazione per i redditi superiori a 50.000€.
In base a questo calcolo il risparmio è per i dipendenti e i pensionati che rientrano nella seconda fascia (28.001€ a 50.000€) con una riduzione della tassazione del 2%.
Altra delusione però è il Bonus Natale di 100€, inserito nel 2024 e rivolto ai lavoratori con un reddito inferiore a 28.000€ e con figli a carico. Anche questo non è stato confermato per il 2026.
A chi spetta
Quella della tredicesima è una storia di oltre 90 anni. Nel 1937 divenne obbligatoria per i dipendenti dell’industria, estesa poi nel 1946 a tutti i dipendenti e i pensionati. Dal 1960 è inserita negli accordi dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL).
Chi sottoscrive un CCNL a tempo determinato, indeterminato, di apprendistato o part-time riceve la tredicesima, così come i pensionati. Ciò vale sia per il settore pubblico, sia per quello privato. Ricordiamo che per 8 milioni di lavoratori è prevista anche la quattordicesima, che viene invece accreditata a luglio.
Come si calcola
La tredicesima varia per ogni dipendente in base al salario ricevuto. Per ogni mese di lavoro o per almeno 15 giorni di attività, viene calcolato 1/12 dello stipendio o della pensione. Il valore è moltiplicato per il numero di mesi di attività svolta.
Ad esempio, per uno stipendio di 1.500€ lordi, ogni mese vengono messi da parte 125€. Dopo 12 mesi, a dicembre, si riceverà una tredicesima di 1.500€ lordi. Su questo importo si applica la tassazione in base allo scaglione IRPEF di riferimento e le relative ritenute previdenziali.

I numeri della tredicesima in Italia
Il totale degli Italiani4 che avranno diritto alla tredicesima nel 2025 è di 36 milioni, di cui 19,7 milioni di dipendenti, tra pubblico e privato, e 16,3 milioni di pensionati. L’importo totale è pari a 55,9 miliardi di euro, di cui 42,08 miliardi saranno disponibili per le famiglie italiane e 13,98 miliardi entreranno nelle casse del fisco italiano come gettito IRPEF.
L’importo medio si aggira sui 1.166€ netti. La regione con il numero più alto di percettori è la Lombardia, con un totale di 6.618.986 milioni di percettori, pari al 18,4% del totale degli aventi diritto, seguita dal Lazio a 3.553.354 (9,9%) e dal Veneto (,8%) con 3.168.366.
Le regioni con minor gettito, anche dovuto alle dimensioni ridotte, sono il Molise con 158.320 e la Valle d’Aosta con 84.024.
| Regioni | Pensionati | Dipendenti | Numero complessivo | Distribuzione |
|---|---|---|---|---|
| Lombardia | 2.647.500 | 2.647.500 | 6.618.986 | 18,4 |
| Lazio | 1.433.475 | 2.119.879 | 3.553.354 | 9,9 |
| Veneto | 1.324.154 | 1.844.212 | 3.168.366 | 8,8 |
| Emilia -Romagna | 1.251.066 | 1.735.323 | 2.986.389 | 8,3 |
| Campania | 1.315.878 | 1.411.049 | 2.726.927 | 7,6 |
| Piemonte | 1.248.908 | 1.457.646 | 2.706.554 | 7,5 |
| Toscana | 1.032.768 | 1.298.172 | 2.330.940 | 6,5 |
| Sicilia | 1.198.397 | 1.122.260 | 2.320.657 | 6,4 |
| Puglia | 1.071.579 | 1.041.924 | 2.113.503 | 5,9 |
| Marche | 442.172 | 511.053 | 953.225 | 2,6 |
| Calabria | 523.858 | 425.379 | 949.237 | 2,6 |
| Liguria | 460.894 | 486.212 | 947.106 | 2,6 |
| Sardegna | 456.049 | 443.916 | 899.965 | 2,5 |
| Friuli -Venezia Giulia | 356.476 | 438.172 | 794.648 | 2,2 |
| Abruzzo | 357.045 | 399.670 | 756.715 | 2,1 |
| Trentino -Alto-Adige | 283.360 | 461.059 | 744.419 | 2,1 |
| Umbria | 262.182 | 281.731 | 543.913 | 1,5 |
| Basilicata | 150.313 | 148.055 | 298.368 | 0,8 |
| Molise | 84.199 | 74.121 | 158.320 | 0,4 |
| Valle d’Aosta | 35.682 | 48.342 | 84.024 | 0,2 |
Dal punto di vista geografico, il Nord vede una distribuzione del 34,1% del totale delle tredicesime, il Centro pari al 20,5% e il Sud e le Isole pari al 28,4%.
Per gli italiani residenti all’estero le tredicesime sono pari a 379.974 di cui 369.797 pensionati e 10.107 dipendenti.
Distribuzione per città
La città con maggior numero di accrediti è Roma con un totale di 2.756.629 tredicesime, grazie alla presenza di un numero superiore di pensionati, pari a 1.031.583.
Segue Milano con 2.485.590 e Napoli con 1.424.696. Torino si posiziona al quarto posto con 1.407.614, mentre le altre grandi città come Bologna e Firenze sono al 6° e 9° posto. Tra le prime 10 anche Bari con 711.309 erogazioni annuali.
- https://www.corriere.it/economia/lavoro/25_novembre_29/quando-viene-pagata-la-tredicesima-le-date-per-pensionati-e-dipendenti-in-arrivo-42-miliardi-ea57bfc9-f238-4c2f-902e-577e8b30fxlk.shtml?refresh_ce ↩︎
- https://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2025/11/Tredicesime-29.11.2025.pdf ↩︎
- https://www.corriere.it/economia/finanza/25_novembre_07/fisco-nuove-aliquote-irpef-detrazioni-44764264-5f01-4ae6-ade3-5dc6c46b3xlk.shtml#:~:text=Il%20nuovo%20modulo%20della%20riforma,massimo%20440%20euro%20l’anno. ↩︎
- https://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2025/11/Tredicesime-29.11.2025.pdf ↩︎








