FinecoBank archivia il 2025 con un utile netto di 647 milioni di euro e si conferma sui livelli dell’anno precedente (-0,8%) nonostante un contesto di tassi in discesa. La banca guidata da Alessandro Foti ha approvato i risultati preliminari che evidenziano una forte tenuta dei ricavi totali a quota 1,31 miliardi, stabili rispetto al 2024, e una decisa accelerazione nella raccolta netta. Il Consiglio di Amministrazione proporrร all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo unitario di 0,79 euro per azione, in crescita del 7% rispetto all’esercizio passato.
La performance finanziaria mostra un cambio di passo nella composizione del fatturato. Se da un lato il margine finanziario ha risentito della flessione dei tassi d’interesse registrando un calo dell’11% a 633 milioni, dall’altro le commissioni nette e il trading hanno compensato interamente il divario. I ricavi non finanziari sono balzati del 13% a quasi 685 milioni, trainati dalla crescita a doppia cifra delle attivitร di investimento (+10%) e dal boom del brokerage (+23%).
L’attivitร commerciale ha registrato numeri senza precedenti. La raccolta netta totale nell’anno ha toccato i 13,4 miliardi di euro con un incremento del 33% sull’anno precedente. Particolarmente significativa la componente gestita che ha raggiunto i 5,5 miliardi (+33%), mentre la raccolta amministrata ha toccato i 6 miliardi (+25%).
L’istituto ha continuato ad attrarre nuova clientela a ritmo sostenuto con 194mila nuovi correntisti nel 2025, un dato in crescita del 27%. Il trend positivo รจ proseguito anche nel primo mese del 2026, con gennaio che ha segnato un nuovo record storico di acquisizione clienti e una raccolta netta mensile di 1,1 miliardi.
La banca ha registrato anche un aumento dei costi del 7,3% (356 milioni di euro) soprattutto per via degli investimenti come spese di marketing e lo sviluppo della controllata irlandese Fineco Asset Management. Il rapporto cost/income si mantiene comunque su livelli di eccellenza per il sistema bancario europeo attestandosi al 27,1% e confermando la forte leva operativa del modello di business.
Confermata anche la soliditร patrimoniale: il Cet1 ratio รจ del 23,3%, un valore largamente superiore ai requisiti regolamentari, mentre il Leverage ratio รจ al 5,07%. Anche la qualitร del credito rimane elevata con un’incidenza dei crediti deteriorati pari allo 0,52% degli impieghi totali.
Per il 2026 il management prevede un’ulteriore accelerazione sui ricavi, supportata da tutte le aree di business, un nuovo record per i proventi da brokerage e un rapporto cost/income che dovrebbe rimanere comodamente sotto la soglia del 30%.








