L’8 novembre 1995 un portatile Olivetti Echos inviava un ordine di acquisto su Borsa Italiana di 250 azioni Generali, al prezzo di 36.000 lire ciascuna, verso un AS/400 situato negli uffici di Directa SIM. Quel clic segnò l’inizio del trading online in Italia, e da quel momento il rapporto tra investitori privati e mercati finanziari non è stato più lo stesso.
“Nel 1995 non pensavamo solo di aprire un broker,” ricorda Massimo Segre, presidente della SIM, “Volevamo distribuire potere e autonomia agli investitori. Oggi guardo con orgoglio i numeri e vedo che la nostra missione resta la stessa: togliere ostacoli, offrire strumenti semplici, incoraggiare la libertà di scelta.”
Molto è cambiato da allora, basti pensare che circa 6,7 milioni di italiani investono online e circa 4 milioni detengono criptovalute. In futuro, altri 8,5 milioni di persone potrebbero iniziare a negoziare azioni, ETF, oro o crypto in autonomia.
Negli ultimi 5 anni, l’investimento da casa o da app ha subito un boost senza precedenti, indotto prima dal lockdown del 2020 e poi dai massicci investimenti in Italia di banche, neobroker e piattaforme di trading.
Le soluzioni per comprare azioni, ETF, obbligazioni e bitcoin si sono moltiplicate. Dalle banche tradizionali, di cui Fineco è leader, ai broker stranieri (eToro, Plus500) fino alle nuove banche-broker estere come Scalable Capital, Trade Republic o Revolut, che hanno puntato sulla Gen Z e sul trading a commissioni basse per catturare sempre nuovo pubblico.
La storia di Directa
Directa SIM è sempre stato un intermediario italiano di valore, e molti giovani al giorno d’oggi lo stanno riscoprendo e apprezzando. Il broker nasceva da un’idea di Massimo Segre, Mario Fabbri e Andrea Grinza, con l’idea di collegare direttamente l’investitore alla Borsa, eliminare intermediazioni e permettere a chiunque di operare in autonomia.
Il primo ordine del 1995 viaggiava su un modem da 9.600 bit al secondo. Per completare l’operazione serviva quasi un minuto, oggi lo stesso processo richiede meno di un secondo.
Nel 1999 Directa fu il primo broker al mondo a consentire di operare in Borsa attraverso un dispositivo GSM. Sullo schermo del Nokia 9000 comparivano quotazioni e grafici ed era possibile inserire ordini telematici come accade oggi con le app di trading.
Nel 2010 la società avviò un programma di educazione finanziaria lanciando le Universiadi del Trading, una competizione internazionale tra atenei, interamente finanziata da Directa. Gli studenti potevano sperimentare con denaro reale le dinamiche dei mercati finanziari.
Oggi Directa gestisce oltre 5 milioni di ordini all’anno per più di 120.000 clienti, con asset superiori agli 8 miliardi di euro. La piattaforma offre PAC a zero commissioni, regime fiscale amministrato e l’affidabilità che piace a molti giovani che vogliono semplicemente mettere da parte i loro risparmi in ottica cassettista.








