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Subbyx raccoglie 30 milioni di euro e porta il modello in abbonamento oltre i confini italiani

L'azienda chiude un round di finanziamento guidato da Systemiq Capital e Azimut. Ora punta ai mercati europei, Svezia in testa.

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subbyx

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Una startup italiana ha chiuso un round da 30 milioni di euro per espandere la propria piattaforma di infrastrutture per l’economia delle sottoscrizioni in tutta Europa. Si chiama Subbyx, è stata fondata nel 2024 e ha sede a Milano.

La startup si occupa di noleggio di dispositivi tech per le aziende che vogliono abbandonare il modello tradizionale di vendita e passare a un sistema di accesso ricorrente. I clienti non comprano un prodotto, ma pagano un abbonamento per usarlo. Il prodotto centrale dell’azienda si chiama Subbyx Builder, una piattaforma basata su intelligenza artificiale che consente a commercianti e imprese di convertire le vendite tradizionali in flussi di ricavi ricorrenti, gestendo l’intero ciclo di vita degli abbonamenti, dalla sottoscrizione alla scadenza, dalla fatturazione alla restituzione del dispositivo.

Con questo finanziamento di Serie A, Subbyx porta il totale delle risorse raccolte a 50 milioni, tra equity e debito. Il round è stato guidato da Systemiq Capital, con la partecipazione dell’investitore già presente nel capitale, Azimut. Flashpoint ha invece fornito venture debt, cioè un finanziamento strutturato come debito ma destinato a startup in crescita, con l’obiettivo specifico di espandere il portafoglio di dispositivi gestiti dalla società.

“Il nostro obiettivo è fornire il sistema operativo per l’economia dell’accesso”, ha dichiarato Filippo Rocca, fondatore e amministratore delegato dell’azienda, “Abbiamo costruito un livello infrastrutturale che consente alle imprese di passare da modelli transazionali a modelli basati sull’abbonamento, e ora lo stiamo scalando per rispondere alla crescente domanda del mercato.”

Con il nuovo capitale Subbyx ha già individuato la Svezia come primo mercato internazionale al di fuori dell’Italia. La scelta non è casuale: l’azienda vuole espandersi in aree geografiche con una forte diffusione dei principi dell’economia circolare, cioè quei modelli economici orientati alla riduzione degli sprechi, al riutilizzo dei prodotti e all’allungamento del ciclo di vita dei beni.

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