Poste Italiane ha annunciato di voler unire le divisioni PostePay e BancoPosta in un unico grande polo finanziario. Lo ha fatto con le parole dell’amministratore delegato Matteo Del Fante, al termine di un anno chiuso con risultati economici da record. Il progetto di fusione semplificherà l’architettura aziendale e dovrebbe concludersi all’inizio del 2027, dopo il via libera delle autorità competenti.
L’integrazione accorpa due anime storiche del gruppo. Da una parte c’è PostePay, specializzata nei pagamenti digitali e nelle carte prepagate, dall’altra BancoPosta che gestisce i servizi bancari tradizionali (conto postale e simili). La loro unione creerà una singola entità e dovrebbe ottimizzare le risorse interne favorendo le vendite incrociate di prodotti ai clienti.
Con il cambiamento alcune attività operative subiranno anche uno spostamento, per dividere i servizi commerciali da quelli finanziari. I settori dell’energia e delle telecomunicazioni finora risiedevano all’interno di PostePay e con la nuova riorganizzazione passeranno sotto il controllo diretto della capogruppo.
Risultati record
Il riassetto arriva in un momento di forte espansione economica. Il gruppo ha archiviato il 2025 con ricavi in netta salita e utili netti ai massimi storici, numeri che hanno superato le aspettative e anticipano i traguardi fissati nel piano industriale valido fino al 2028.
L’azienda vuole ridurre la dipendenza dal tradizionale settore della consegna delle lettere e rafforza la propria presenza nei servizi digitali. I futuri investimenti si concentreranno sull’intelligenza artificiale e sull’espansione in nuovi mercati strategici.
TIM e cloud
Il piano di sviluppo aziendale coinvolge anche le grandi infrastrutture di rete del Paese. Poste Italiane è diventata il primo azionista di Tim e sta stringendo un’ampia alleanza con l’azienda di telecomunicazioni. I clienti della telefonia Poste Mobile passeranno infatti sull’infrastruttura di rete di Tim.
I due gruppi studiano inoltre lo sviluppo di nuovi prodotti assicurativi dedicati alle piccole e medie imprese. Il progetto in corso prevede anche la possibilità di vendere i servizi Tim direttamente all’interno degli uffici postali.
Le manovre di espansione del gruppo guardano infine ai servizi informatici per lo Stato. Poste ha infatti avviato le trattative per acquistare il 20 per cento del Polo Strategico Nazionale, la grande infrastruttura cloud progettata per conservare e gestire i dati della Pubblica Amministrazione.








