Pillar, startup fintech italiana dedicata alla digitalizzazione della gestione economico-finanziaria delle imprese edili, ha chiuso un round di investimento Pre-Seed da 3,2 milioni di euro. Si tratta della raccolta più significativa mai registrata in Italia nel settore del construction tech.
Il finanziamento è stato guidato da Emblem, fondo internazionale specializzato in investimenti Pre-Seed già attivo in operazioni di rilievo come quella su Lovable. Hanno partecipato anche investitori internazionali come Pareto (Stati Uniti), Plug and Play e Kima Ventures (Francia), insieme a fondi italiani quali B Heroes, Vento, Eden Ventures e IAG. Al round hanno preso parte inoltre numerosi imprenditori e business angel di primo piano, tra cui i founder di Aria, Convelio, Mobile First Company, 1000farmacie, Sibill, Futura e Lexroom, oltre a investitori come Paola Bonomo, Ignazio Rocco Da Torrepadula ed Enrico Pandian.
Con il nuovo capitale, Pillar intende accelerare lo sviluppo del prodotto e rafforzare la strategia di go-to-market, ampliando allo stesso tempo il team. L’obiettivo dichiarato è di raggiungere 2.500 imprese clienti entro il 2027 e portare la squadra a 30 membri nello stesso arco di tempo.
Software su misura per l’edilizia
Pillar è l’unico software che consente alle imprese edili di sapere con precisione come vengono utilizzate le risorse economiche e di monitorare in tempo reale ricavi, spese e margini, sia a livello aziendale sia per singolo cantiere. La piattaforma, intuitiva e di facile utilizzo, sfrutta l’intelligenza artificiale per automatizzare i controlli, riconciliare i movimenti bancari e individuare anomalie prima che diventino criticità.

Il progetto nasce dall’esperienza dei tre fondatori – Gabriel Guinea Montalvo, Paolo Tarsia Incuria e Lorenzo Demaio – che hanno scelto di affrontare le complessità di un settore ancora caratterizzato da processi tradizionali e limitata digitalizzazione. Secondo i dati del Censis, solo il 20% delle imprese edili utilizza software per la gestione dei cantieri, mentre circa il 60% non ha ancora introdotto strumenti digitali. Una distanza significativa se si considera il peso dell’edilizia nell’economia: nel 2023 il comparto ha rappresentato l’11,4% del PIL nazionale e da solo ha contribuito per circa un terzo alla crescita del PIL nell’ultimo biennio, come rilevato dalla Banca d’Italia.
Integrazione dati e IA
L’elemento distintivo della piattaforma è la capacità di integrare informazioni provenienti da fonti diverse. Dal cassetto fiscale ai conti correnti, dai documenti generati in cantiere fino agli stati di avanzamento dei lavori. Anche le ore lavorate, i DDT e le lavorazioni effettuate possono essere registrati automaticamente grazie ad assistenti basati su intelligenza artificiale disponibili via WhatsApp.
La risposta del mercato dopo il lancio pubblico è stata immediata. Oltre 100 imprese hanno già adottato la piattaforma, che gestisce più di 350 cantieri, monitora oltre 500 lavoratori e ha processato finora più di 40.000 fatture. Oggi il team conta più di 15 persone e prevede una rapida espansione grazie ai capitali raccolti.
Le dichiarazioni degli investitori
“Questo investimento, a una valutazione tra le più alte mai registrate per un Pre-Seed in Italia, rappresenta un segnale di fiducia importante”, ha dichiarato Gabriel Guinea Montalvo, cofondatore e amministratore delegato di Pillar. “La partecipazione di investitori internazionali come Emblem sottolinea il valore della nostra visione in un mercato tradizionale e poco digitalizzato come quello dell’edilizia italiana”.
Sulla stessa linea Guillaume Durao, general partner di Emblem, che ha spiegato: “Il settore delle costruzioni sta vivendo un forte recupero sul fronte della digitalizzazione, spinto dal ricambio generazionale, dalla ricerca di maggiore efficienza e dalla necessità di affrontare un contesto normativo sempre più complesso. È un ambito fertile per applicazioni mobile e soluzioni di intelligenza artificiale, ma allo stesso tempo una sfida per i fornitori di software. Abbiamo scelto di sostenere Pillar per le competenze del suo team e per le caratteristiche che ricordano quelle riscontrate in altri progetti di successo”.








