Negli ultimi ventโanni, il mondo dei pagamenti digitali ha vissuto una trasformazione senza precedenti. Le transazioni cashless (senza il contante) sono aumentate di dieci volte passando da 165 miliardi nel 2007 a quasi 1.685 miliardi nel 2024. Entro il 2029, il volume delle operazioni digitali dovrebbe crescere a un tasso del 16%, fino a raggiungere i 3.540 miliardi.
ร unโevoluzione globale, costante e veloce che non risparmia nessuno. Nemmeno le banche tradizionali sono al sicuro, insidiate da fintech e paytech che si stanno inserendo nel settore con soluzioni sempre piรน efficienti e ottimizzate per i commercianti.
Il World Payments Report 20261, pubblicato dal Capgemini Research Institute, fotografa un settore in piena metamorfosi. La ricerca si basa su unโindagine condotta su 2.600 commercianti di diverse dimensioni, piccole, medie e grandi imprese, e su oltre 420 sondaggi e 65 interviste approfondite con dirigenti senior di banche e PayTech. Il campione coinvolge 15 Paesi distribuiti in tre macroaree: Americhe, Europa e Asia-Pacifico.
La corsa del cashless
La cavalcata delle transazioni digitali รจ trainata da tre fattori principali: le economie mobile-first, lโespansione dellโe-commerce e la diffusione delle infrastrutture di pagamento in tempo reale. Sempre piรน consumatori scelgono portafogli digitali e pagamenti account-to-account, mentre le imprese cercano soluzioni sicure e omnicanale, in grado di accompagnare la crescita del business.

Commercianti piรน esigenti
Proprio il segmento B2B sta vivendo una rapida digitalizzazione, con volumi di pagamento cashless in forte aumento. Il risultato รจ un ecosistema finanziario piรน connesso, piรน veloce e piรน esigente.
I commercianti si stanno adattando alle nuove aspettative dei consumatori e alla complessitร crescente del commercio digitale. Le piccole imprese guardano alla sicurezza e alla rapiditร dei pagamenti, oltre a unโesperienza di checkout senza attriti. Le aziende di medie e grandi dimensioni invece puntano sullโefficienza, sulla personalizzazione e sullโintegrazione fluida tra piattaforme.
“Il mercato delle PMI, in passato piรน riluttante ad abbracciare la trasformazione digitale, sta ora lanciando un chiaro segnale di apertura al cambiamento“, osserva Alessandro Camilotti, CFO di Finom, “Imprenditori e commercianti, infatti, possono beneficiare in maniera diretta e tempestiva dei vantaggi che le fintech e le paytech offrono alle loro attivitร . Processi di onboarding rapidi e fluidi, piattaforme affidabili, servizi di qualitร a prezzi competitivi e transazioni sicure ed efficienti sono elementi fondamentali per le PMI che risentono in modo particolare di extra costi e perdite di tempo riconducibili alle banche tradizionali“.
Banche indietro
La gestione dei pagamenti diventa un pilastro strategico del commercio moderno, ma non tutti gli operatori riescono a tenere il passo. Nonostante la fiducia rimanga alta (il 66% dei commercianti continua comunque a preferire le banche tradizionali come fornitori di servizi finanziari), le aspettative dei clienti stanno superando la capacitร di risposta degli istituti.
Secondo il rapporto Capgemini, nel settore bancario permangono lacune significative in aree chiave, come onboarding, affidabilitร delle infrastrutture e protezione dalle frodi. Queste carenze minano la fiducia, in particolare tra le piccole e medie imprese, e molti commercianti scelgono di spostarsi verso paytech piรน agili, capaci di offrire unโassistenza rapida e servizi su misura.
“Il DNA tecnologico del settore fintech e paytech, che si esprime attraverso la massiccia adozione dellโintelligenza artificiale generativa, accentua ulteriormente il divario crescente tra il mondo bancario tradizionale, con le sue consuetudini, ed unโofferta nata ab origine per rispondere alle esigenze specifiche delle PMI” sottolinea Camilotti, “In futuro, questo divario diventerร ancora piรน marcato, poichรฉ le piattaforme fintech โ in grado di valutare istantaneamente il merito creditizio sulla base dei dati giร in loro possesso โ saranno capaci di concedere prestiti alle imprese che attualmente vengono rifiutati dalle banche tradizionali.”
Riconquistare il terreno perduto
Capgemini indica tre mosse chiave per gli istituti tradizionali che vogliono tornare competitivi. Innanzitutto, ridefinire i modelli di business con maggiore chiarezza, muovendosi in modo piรน agile nei mercati di riferimento. Poi, costruire capacitร digitali solide, supportate da infrastrutture modulari, API plug-and-play e interfacce intuitive. Infine, espandersi attraverso servizi verticalizzati, capaci di creare ecosistemi integrati e personalizzati.
La vera leva competitiva resta la fiducia, unita a tecnologia e dati. Le banche possono ancora sfruttare il proprio vantaggio storico, ma oggi le aspettative dei commercianti vanno ben oltre le funzionalitร di pagamento di base.
La domanda di conti, carte e soluzioni aziendali si concentra su servizi a valore aggiunto, dalla rilevazione delle frodi al regolamento istantaneo, dagli strumenti di pagamenti ai prestiti per il capitale circolante.
Il rapporto sottolinea che molte imprese sono disposte a pagare un sovrapprezzo per strumenti che migliorano lโefficienza, la sicurezza e il coinvolgimento dei clienti. Per le banche, questo apre la strada a un possibile rilancio, purchรฉ sappiano adottare modelli innovativi, piรน vicini al mondo paytech, come il freemium, e offrire combinazioni di servizi piรน flessibili.








