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Il conto corrente medio costa alle famiglie 100 euro l’anno

I dati sulla spesa dei conti correnti delle famiglie, condotta da Bankitalia, mostra una spesa stabile ma mutata: calano i canoni fissi, crescono le spese variabili.

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La spesa per la gestione di un conto corrente bancario tradizionale in Italia si stabilizza sopra quota 100 euro, mentre rincarano le opzioni online e postali. È quanto emerge dall’ultima indagine di Banca d’Italia sulla spesa dei conti correnti delle famiglie, pubblicata nel dicembre 2025 e relativa ai dati 2024.

La rilevazione evidenzia una dinamica a due velocità: da un lato la compressione dei costi fissi, come i canoni di base, dall’altro l’aumento delle spese variabili legate all’operatività quotidiana, come prelievi e bonifici. La spesa media ponderata complessiva, che tiene conto del mix tra conti online e tradizionali, scende a 85,3 euro (-2,5 euro), trainata principalmente dallo spostamento della clientela verso i canali digitali.

Quanto costa il conto in banca

Per i conti correnti tradizionali (allo sportello), la spesa media di gestione nel 2024 si è attestata a 101,1 euro, con un incremento marginale di 0,4 euro rispetto all’anno precedente. Il dato è il risultato di due forze contrapposte.

Da un lato le spese fisse sono in calo. sono diminuite di 4,7 euro, scendendo a 65,4 euro. Il canone di base passa in media da 55,7 a 51,9 euro, e scende anche l’incidenza delle spese per carte di debito.

Dall’altro lato, però le spese variabili sono in aumento: rispetto alla rilevazione passata sono cresciute a 35,7 euro (+ 5,2 euro), e ad incidere maggiormente sui costi ci sono le spese per i prelievi di contante agli ATM e per i bonifici.

Resta ampio il divario con i conti online, la cui spesa media è stata pari a 30,6 euro. Sebbene confermino la convenienza strutturale, anche questi strumenti hanno registrato un rincaro di 1,7 euro rispetto al 2023, dovuto a una maggiore operatività della clientela. Il gap di costo tra conto tradizionale e online si attesta ora a 70,5 euro.

Qual è la spesa alle Poste

L’indagine segnala un incremento marcato anche per i conti correnti postali. La spesa media di gestione è salita a 71,6 euro, con un aumento di 4,3 euro rispetto all’anno precedente. L’aumento è generalizzato e colpisce sia la parte fissa che quella variabile:

  • Spese fisse: +2,3 euro, per un totale di 48 euro;
  • Spese variabili: +2 euro, per un totale di 23,6 euro.

Nonostante i rincari, il divario di spesa rispetto ai conti bancari tradizionali si è ridotto a 29,5 euro.

Quanto pesano gli scoperti

Per famiglie e professionisti che utilizzano fidi o vanno in rosso, l’attenzione deve concentrarsi sulle commissioni per affidamenti e sconfinamenti. Bankitalia rileva un inasprimento dei costi per le istruttorie veloci: la CIV (Commissione Istruttoria Veloce), applicata su sconfinamenti e scoperti, è balzata a 16,2 euro, in aumento di 2,5 euro rispetto ai 13,7 euro del 2023.

La MDF (Commissione Messa a Disposizione Fondi) invece resta sostanzialmente stabile all’1,6% del credito accordato. Bankitalia segnala un aumento della frequenza degli sconfinamenti onerosi e la loro durata: una parte della clientela ricorre sempre più a questi strumenti per poter affrontare alcuni periodi dell’anno.

Chi risparmia di più

L’analisi per profili di consumo conferma che i costi variano sensibilmente in base all’età e all’intensità di utilizzo del conto. I giovani restano la categoria più tutelata sotto il profilo tariffario, con una spesa media inferiore:

  • Giovani: 47,7€;
  • Famiglie a bassa operatività: 81,9€;
  • Famiglie con operatività elevata: 124,2€;
  • Pensionati a bassa operatività: 82,8€.

Il 69,5% dei clienti ha sostenuto una spesa effettiva inferiore all’ICC (Indicatore dei Costi Complessivi) pubblicizzato nei fogli informativi, spendendo in media 81,5 euro contro un preventivo teorico di oltre 365 euro. Solo un 30,5% dei correntisti ha pagato molto più del previsto (143,6 euro contro un ICC di 58 euro), spesso a causa di un’operatività reale divergente dal profilo scelto in fase contrattuale.

Quanto incide l’imposta di bollo

Ai costi di gestione bancaria va aggiunta la tassazione. La spesa media per l’imposta di bollo nel 2024 è rimasta invariata a 16,5 euro. Tenendo conto di questa voce, il costo totale annuo per mantenere un conto corrente tradizionale sale mediamente a 117,6 euro.

I conti correnti più convenienti

Non tutti i conti correnti costano così tanto, però. Nella miriade di proposte, esistono prodotti molto vantaggiosi (canone zero o zero spese) pensati soprattutto per chi ha bisogno di pochi strumenti (bonifico, carta) oppure ha una bassa operatività.

Come anticipato, i conti correnti online oggi offrono condizioni più economiche, non solo per la clientela giovane ma anche per famiglie e persone avanti con gli anni, senza rinunciare a nulla. Esistono banche digitali che offrono carte di credito, investimento, consulenza, prestiti e altro ancora.

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Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

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