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Banche digitali, utenti e download in aumento nel mondo. L’Italia cresce, ma con passo più cauto

Gli ultimi dati forniti da Bloomberg e Banca d'Italia confermano il boom delle neobank in termini di clienti, ma nel nostro Paese la piena adozione è ancora lenta.

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Le banche digitali continuano a guadagnare terreno a livello globale. Lo dicono i dati raccolti da Bloomberg e delle stesse società fintech, che fotografano un settore in espansione nel mese di dicembre. Aumentano gli utenti e crescono i download delle app di quasi tutti i grandi operatori internazionali, con poche eccezioni.

La crescita coinvolge sia le neobank nate digitali sia le piattaforme ibride, mentre gli istituti tradizionali provano a rispondere con investimenti tecnologici e accordi con startup fintech. Il quadro italiano segue il trend, ma a velocità leggermente ridotta. Secondo gli ultimi numeri della Banca d’Italia , la diffusione dei servizi bancari completamente digitali resta contenuta, soprattutto se si guarda alla quota di depositi e prestiti.

Crescita diffusa

A dicembre, secondo Bloomberg, quasi tutti i principali operatori mondiali hanno registrato un aumento degli utenti attivi e dei download delle proprie applicazioni. Nel mondo, Revolut ha messo a segno una crescita del 35% della base clienti e un +16% nei download. La sudamericana Nubank ha visto salire i clienti dell’8% e la californiana SoFi ha messo a segno un +39% di utenti e un +44% di download.

L’unica eccezione è Paytm, la fintech indiana, che ha registrato un calo del 2% degli utenti attivi. La flessione è arrivata dopo le restrizioni imposte dalla Banca centrale indiana, che hanno avuto un impatto diretto sull’operatività del gruppo.

Il quadro italiano

In Italia il mercato cresce, ma resta distante dai numeri di altri Paesi. Secondo i dati diffusi a fine dicembre dalla stessa Revolut, oggi vigilata dalla Banca d’Italia e dalla Banca centrale europea, la banca fintech ha raggiunto 4,6 milioni di clienti italiani, una crescita del 54% su base annua. Oggi nei conti deposito italiani sono presenti 540 milioni di euro, un risultato rilevante ma ancora lontano dalla media mondiale.

Clienti in aumento, credito ancora limitato

I clienti prevalentemente digitali continuano ad aumentare. A fine 2024 erano 43,6 milioni, cioè il 58,2 per cento della clientela complessiva, e nel 2025 il numero è lievitato ulteriormente.

Diverso il discorso per il credito. L’ammontare dei prestiti concessi interamente tramite canali digitali resta contenuto: nel 2024 la quota dei prestiti digitali sul totale dei prestiti erogati è stata pari al 10,6 per cento. Se il dato viene rapportato all’ammontare dei prestiti in essere a fine anno, la percentuale scende allo 0,9 per cento.

Un livello che la stessa Banca d’Italia definisce “modesto”, soprattutto se confrontato con la rapida diffusione dei servizi digitali sul fronte dei pagamenti e della gestione dei conti.

Nel nostro Paese, infatti, le neobank crescono a un buon ritmo in termini di adozione e download, specie nella fascia giovane della popolazione. Tuttavia gli istituti tradizionali rimangono saldamente al comando soprattutto sul fronte del credito e della raccolta complessiva: oggi le banche digital sono la soluzione prediletta dai giovani, da coloro che cercano un’alternativa smart e a costo zero per pagare e prelevare in tutto il mondo.

Manca ancora una piena adozione della banca virtuale come conto bancario principale. Consulenza, accesso al credito e investimenti sono ancora in larga parte di “proprietà” degli istituti tradizionali.

La risposta delle banche tradizionali

Nonostante il quadro ancora favorevole, l’avanzata delle neobank è una sfida diretta per le banche storiche, che negli anni a venire potrebbero seriamente perdere terreno. Ecco perché molte hanno iniziato a rispondere mettendo in campo investimenti in tecnologia.

Secondo i dati della Banca d’Italia, nel biennio 2023-2024 le spese per innovazione tecnologica delle banche hanno superato il milardo di euro, e per il biennio 2025-2026 sono previsti investimenti ancora leggermente superiori (+1,4%). A partire dal 2027 sono previste ulteriori spese per circa 279 milioni.

Il 94,1 per cento degli investimenti è riconducibile alle banche, che restano i principali soggetti finanziator, soprattutto gli istituti di maggiori dimensioni. Intesa Sanpaolo, ad esempio, ha lanciato la sua neobank isybank nel 2023, stessa cosa ha fatto UniCredit con il suo prodotto buddy. BPER sta investendo molto per l’acquisizione di clienti con il conto BPER On Demand, così come Monte dei Paschi (con Widiba), Banco BPM (conto You) e tante altre.

Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

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