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PFOF (Pagamento per flusso di ordini): cos’è e perché è controverso

Cos'è il payment for order flow (PFOF), cosa comporta e perché dovresti esserne al corrente.

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Negli ultimi anni, il trading online ha attirato moltissimi investitori attratti dalla possibilità di fare operazioni in autonomia, da remoto (app, pc) e sopratutto con commissioni minime rispetto alle condizioni delle tradizionali banche. A volte, addirittura assenti.

Il lustro iniziato nel 2020 è stato quello dei neobroker, fintech specializzate nel trading di ETF, azioni e crypto che strizzano l’occhio ai più giovani. Registrazione veloce, ampio accesso ai mercati, app e funzionalità niente male e costi bassissimi su PAC, acquisto, vendita e custodia titoli. 

Ma come fanno a essere così concorrenziali? Parte della spiegazione proviene dal modello di business adottato, che si poggi anche sul cosiddetto PFOF (Pagamento per flusso di ordini).

Si tratta di una pratica poco conosciuta e che per certi versi può essere un po’ controversa. Basti pensare che l’Unione Europea la renderà vietata dal 2026. Nulla di illecito, per carità, ma ogni cosa ha un prezzo e come si dice spesso: se il prodotto è gratis, allora il prodotto sei tu.

Cos’è il Pagamento per flusso di ordini (PFOF)

Quando un investitore compra o vende azioni, ETF o altri strumenti finanziari tramite piattaforme online, il suo ordine non sempre finisce direttamente nelle borse tradizionali.

Spesso, il broker online invia l’ordine a un market maker, società che si occupa di comprare e vendere titoli continuamente. Questi market maker, in cambio dell’ordine ricevuto, pagano ai broker una commissione.

La logica del PFOF può essere favorevole per gli investitori: con le commissioni pagate dai market maker, i broker riescono infatti a proporre prezzi molto bassi, a volte nulli, agli utenti finali.

Broker popolari dichiarano o hanno dichiarato apertamente di utilizzare questo sistema nelle loro condizioni contrattuali.

Perché può essere un problema

Tuttavia, questi risparmi apparenti potrebbero celare dei costi nascosti. Numerosi utenti di Reddit, ad esempio, lamentano una scarsa trasparenza sui prezzi reali di esecuzione degli ordini e una liquidità minore.

Se infatti il neobroker deve affidarsi a un solo market maker (MM), di fatto anche il cliente sta “dipendendo” solo da quel MM e basta. Ciò significa che il market maker può fare il suo prezzo bid ask a piacimento e, nel caso in cui i volumi non siano elevati, ritardare l’esecuzione.

Questo non accade con altri broker che invece si rivolgono a più borse valori contemporaneamete, e che anche a fronte di commissioni dichiaratamente più alte eseguono le operazioni ai migliori prezzi disponibili sul mercato principale e talvolta con velocità maggiore.

Il PFOF è legale?

Due rapporti dettagliati di autorità europee confermano queste perplessità. L’autorità di regolamentazione olandese AFM ha pubblicato nel 2022 uno studio che dimostra come, nel caso delle piattaforme che adottano il PFOF, gran parte delle operazioni venga eseguita a condizioni meno vantaggiose rispetto ai canali tradizionali.

pfof afm

Secondo il rapporto AFM, infatti, circa l’80% delle transazioni PFOF presenta prezzi peggiori rispetto a quelli ottenibili sul mercato aperto.

Anche l’autorità spagnola CNMV arriva a conclusioni simili. Nel suo report ufficiale emerge un dato netto: solo il 3,3% delle operazioni eseguite tramite piattaforme PFOF ottiene il miglior prezzo possibile. Nell’86% dei casi, invece, gli investitori pagano in media 1,09 euro in più ogni 1.000 euro investiti rispetto al prezzo migliore disponibile sul mercato.

pfof cnmv

L’ESMA (autorità di vigilanza sui mercati) ha parlato in passato del payment for order flow come un potenziale conflitto di interessi tra broker già nel 2021. E non è rimasta con le mani in mano.

pfof esma

Il PFOF sarà vietato in Europa

Al momento sì, anche se la Commissione Europea ha deciso di intervenire. Dal 30 giugno 2026, infatti, il PFOF sarà vietato in tutti gli Stati membri dell’Unione. Fino a quel momento, però, i Paesi in cui questa pratica era già diffusa potranno continuare a permetterla, limitandone tuttavia l’applicazione ai soli residenti di quel Paese.

ue divieto pfof

Nel testo ufficiale dell’accordo europeo del 29 giugno 2023 si legge che il divieto generale del PFOF entrerà in vigore dal 30 giugno 2026. Fino ad allora, gli Stati membri potranno concedere deroghe, ma solo per le società già attive con questa pratica e limitatamente ai clienti nazionali.

Broker PFOF in Italia

In Italia il quadro normativo è già abbastanza rigoroso. La direttiva europea MiFID II obbliga infatti i broker a garantire ai clienti massima trasparenza e condizioni ottimali di esecuzione (la cosiddetta “best execution”). Ma dato che le nuove linee guida UE sul divieto del payment for order flow entrerà in vigore al 30 giugno 2026, ci sono ancora broker che operano in questa modalità.

I più conosciuti sono probabilmente Trade Republic e Scalable Capital.

Trade Republic affermava esplicitamente di “ricevere compensi da Lang und Schwarz per ogni ordine inoltrato”, anche se nell’ultima versione dei termini e condizioni si legge:

Trade Republic può ricevere pagamenti da fornitori di strumenti finanziari (ad esempio fornitori di ETF; di seguito denominati “Fornitori”) in relazione all’acquisto di tali strumenti finanziari da parte dei Clienti.

trade republic pfof

Stessa cosa vale per Scalable Capital, anche se la società sta riducendo questa pratica verso i clienti, proprio a causa delle normative più stringenti. Anche DEGIRO è stato un broker PFOF per diverso tempo, salvo aprirsi a diverse borse mondiali da poco mettendosi già di fatto in regola.

Revolut invece dichiara nei suoi T&C di non usare questa pratica in Europa, ma di utilizzarla invece negli US e in altri Paesi dove le leggi lo consentono.

I broker PFOF sono da evitare?

No, non per forza. Si tratta di neobroker dall’offerta assolutamente competitiva e con grosse potenzialità per i giovani risparmiatori. Tuttavia, è bene sapere come guadagnano queste piattaforme e come mai offrono condizioni economiche così stracciate.

Inoltre tieni conto che presto il pagamento per flusso di ordini non sarà più possibile in Italia e in Europa, perciò queste società cambieranno il loro modello di business e si allineeranno al resto dei broker online, ma potrebbero conservare condizioni di trading più vantaggiose.

Le opinioni della community online

In rete gli utenti esprimono delle perplessità sul pagamento per order flow. Le lamentele di fatto riguardano due punti fondamentali: la trasparenza e il futuro.

Se un broker infatti viene pagato dal market maker per gli ordini che porta, anche se le commissioni sono basse, il prezzo a cui stai comprando sarà davvero competitivo? La questione dei guadagni nascosti solleva qualche dubbio sul reale costo bid o ask che deve sostenere un investitore, spesso invisibili.

Il secondo aspetto è la scadenza del 30 giugno 2026. I broker infatti dovranno smettere di guadagnare dal PFOF e adeguarsi alle regole UE per rimanere sul mercato. E questo potrebbe provocare un improvviso aumento dei costi, come è già successo a DEGIRO (che oggi ha più o meno le condizioni di Directa) o a importanti broker americani.

Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

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