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Come aprire partita IVA online, anche gratis

Come aprire la partita IVA? Esistono i metodi tradizionali, come cercarsi un commercialista, e poi esistono le nuove soluzioni online, perfette per freelance o pmi

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aprire partita iva online

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Aprire una partita IVA è un processo che richiede diversi passaggi burocratici e al contempo un diverso modo in cui affrontare un’attività. Da dipendente o da lavoratore occasionale si passa ad essere un imprenditore di se stessi

Che sia per svolgere un’attività da soli o unirsi ad altre persone per creare una società, la partita IVA è necessaria.

Se da un lato oggi è possibile richiederla online in autonomia e senza spese, dall’altro prima di farlo è utile conoscere alcuni aspetti come le modalità di apertura, i costi, gli obblighi fiscali e i contributi da versare. In questa guida sono disponibili tutte le informazioni utili per aprire partita IVA in autonomia.

Cos’è la partita IVA

La partita IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) è composta da 11 numeri che vengono rilasciati dall’Agenzia delle Entrate. I primi 7 hanno la funzione di identificare un soggetto in quanto contribuente. Gli altri tre fanno riferimento all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate che ha rilasciato la partita IVA. Infine, l’ultima cifra ha un valore di verifica.

Attraverso la partita IVA sarà possibile determinare gli importi da versare ai fini fiscali allo Stato in modo che un’attività lavorativa sia in regola.

Quando è necessaria

Quasi tutti i lavoratori hanno iniziato la loro attività svolgendo una prestazione occasionale. Si pensi ai freelance, ad altre attività digitali o a professionisti che svolgono consulenze sporadiche. 

Questa modalità è molto utile per chi svolge un lavoro in modo saltuario quindi “occasionale”. Ai fini impositivi, sulla prestazione è trattenuta solo una ritenuta d’acconto del 20% sul compenso ricevuto.

Invece, la partita IVA diventa obbligatoria nel momento in cui l’attività di lavoro autonomo o da prestazione occasionale diventa:

  • professionale;
  • strutturata;
  • continuativa;
  • organizzata.

In questo caso, indipendentemente dal ritorno economico, è necessario aprire la partita IVA e dichiarare l’importo percepito, su cui si applicheranno le aliquote fiscali e quelle previdenziali.

Aprire partita IVA: quando è necessaria

Requisiti e domande preliminari

Per aprire una partita IVA prima di tutto bisogna avere specifici requisiti:

  • almeno 18 anni;
  • residenza in Italia;
  • possedere i requisiti previsti per legge (si prenda il caso di attività in cui è richiesta l’iscrizione a un albo professionale).

A questo punto è necessario valutare quale forma di partita IVA aprire tra: libero professionista, ditta individuale e società. La distinzione tra le forme giuridiche influenza la modalità di costituzione, la responsabilità patrimoniale, gli obblighi fiscali e naturalmente la modalità di apertura.

Libero professionista

La partita IVA professionale è utile per chi svolge un lavoro che ha per oggetto una prestazione intellettuale, come quella di avvocati, medici, commercialisti, ingegneri o geometri. In questa categoria si includono anche le attività come il fotografo o nuovi lavori digitali.

Il professionista è responsabile con il proprio patrimonio per tutte le attività sottoscritte. Tuttavia, anche se non è obbligatorio è possibile separare la contabilità personale da quella dell’attività professionale aprendo un conto per partite IVA.

Ditta individuale

Per svolgere un’attività artigianale o commerciale se si è un’unica persona, è possibile aprire una ditta individuale. L’attività artigianale ha come oggetto un lavoro di tipo manuale (sarto, parrucchiere, muratore, idraulico).

Invece, un’attività commerciale è quella in cui c’è una vendita di beni o servizi che può essere online, come negli e-commerce o con il diretto contatto con il cliente: bar, negozi, alberghi, ristoranti.

In questo caso, oltre alla partita IVA, è necessario effettuare la registrazione in Camera di Commercio. Come per l’attività professionale, la responsabilità patrimoniale per le obbligazioni sottoscritte è sempre in capo all’unico socio.

Società

Se si decide di aprire un’attività con più persone, allora si deve scegliere di creare una società di persone o di capitali. L’apertura e la loro costituzione richiedono un atto pubblico e non possono essere effettuate da soli online. 

Di seguito ci soffermeremo su come aprire la partita IVA online per le prime due forme giuridiche: libero professionista e ditta individuale.

Come aprire partita IVA online

Per aprire la partita IVA online le opzioni sono due:

  1. rivolgerti a un consulente;
  2. aprirla in autonomia.

Nel primo caso, è possibile richiedere la consulenza di un commercialista, di un CAF oppure utilizzare uno dei siti online specializzati (es. partitaiva.it) con cui avere una guida passo dopo passo nelle varie fasi. C’è però da considerare il costo della consulenza.

Altra opportunità è quella di aprire la partita IVA online da soli. La procedura è semplice, in ogni caso per evitare errori potrebbe essere utile farsi affiancare da un consulente. Vediamo i passaggi:

  1. accesso al sito dell’Agenzia delle Entrate;
  2. scelta del codice ATECO;
  3. scelta del regime fiscale;
  4. apertura posizione contributiva.

1. Accesso al sito dell’Agenzia delle Entrate

Per aprire partita IVA online come libero professionista è necessario registrarsi al servizio dell’Agenzia delle Entrate FiscoOnline.

Per farlo è richiesto lo SPID, una carta d’identità elettronica o la carta nazione dei servizi. È poi necessario caricare il modello di inizio attività AA9/12, compilato nelle singole parti.

Per le ditte individuali che richiedono l’iscrizione in Camera di Commercio , l’operazione online deve essere fatta attraverso il sistema ComUnica. È una procedura con cui è possibile nello stesso momento: richiedere la partita IVA, iscriversi al Registro delle Imprese, presentare la SCIA per l’inizio attività e aprire la posizione previdenziale.

2. Codice ATECO

Il codice ATECO è composto da 6 numeri con cui si identifica una specifica attività. Per fare un esempio, per svolgere la professione di avvocato, il codice ATECO è 69.10.10, per quella di e-commerce è un altro, mentre per il copywriter c’è ne uno ulteriormente diverso.

Dal 1° gennaio 2025 i codici ATECO sono stati aggiornati e sono stati inseriti anche per alcune attività digitali che prima dovevano fare riferimento a un valore generico. La scelta è importante, dato che il giusto codice ATECO dà accesso anche ad agevolazioni fiscali come il regime forfettario.

3. Regime fiscale

Il regime fiscale è un insieme di regole che un’attività deve rispettare per essere in regola dal punto di vista di tasse e contributi previdenziali. Le nuove partite IVA hanno accesso a un regime agevolato: il regime forfettario.

Per aderire a questa tipologia di sistema fiscale è necessario:

  • un fatturato annuo inferiore agli 85.000€;
  • nuova partita IVA;
  • partita IVA come lavoratore autonomo o ditta individuale.

La caratteristica del regime forfettario è di applicare il calcolo della tassazione non utilizzando gli scaglioni IRPEF, ma un’imposta sostitutiva che per i primi 5 anni è del 5% e poi è pari al 15%.

Inoltre la gestione economica e finanziaria è semplificata. C’è una franchigia IVA e le attività sono esenti dalla redazione del bilancio e dalla compilazione dei libri contabili. Le tasse si applicano solo in caso di fatturato e non se l’attività è ferma. Dall’altro lato, però non è possibile ottenere detrazioni e deduzioni fiscali.

Per le attività che non rientrano nei requisiti indicati si dovrà scegliere tra il regime semplificato e quello ordinario. Il primo si rivolge alle attività che non superano il volume di affari di 500.000€ per le prestazioni di servizi e di 800.000€ per quelle commerciali.

Il regime ordinario è invece obbligatorio per le aziende che non hanno i requisiti per i regimi precedentemente indicati. In questo caso è necessario compilare il bilancio annuale e disporre dei libri contabili.

4. Iscrizione alla Cassa Previdenziale

Le attività professionali che prevedono una loro Cassa, richiedono l’obbligo di effettuare dei pagamenti annuali, come: avvocati, medici, ingeneri, commercialisti, architetti e psicologi.

Invece, per quelle che non hanno uno specifico ordine è richiesta l’iscrizione alla Gestione Separata INPS. Le attività artigiani e commerciali dovranno invece versare i contributi alla Gestione Commercianti.

Tempi di apertura

In linea di massima, per un libero professionista è necessario un massimo di 24-48 ore dal momento della compilazione completa della domanda.

Per una ditta individuale la tempistica può allungarsi anche fino a 7-15 giorni, dato che è necessario attendere la registrazione nel Registro delle Imprese.

Costi di apertura partita IVA online

Il costo iniziale per una partita IVA online è zero se l’operazione è effettuata in autonomia. Se ci si rivolge a un commercialista, è necessario considerare il suo onorario. Per una ditta individuale invece è necessario versare 17,50€ come imposta di bollo, 18€ come diritti di segreteria e tra i 50 e i 120€ come diritto annuale di iscrizione alla Camera di Commercio.

Un discorso diverso sono però le spese di gestione di un’attività. Queste includono:

  • fatturazione elettronica;
  • conto corrente aziendale;
  • sistemi digitali;
  • tassazione.

Fatturazione elettronica

Oggi tutte le partite IVA, comprese quelle in regime forfettario, devono emettere fattura elettronica. È necessario quindi registrarsi a un servizio apposito che ha un costo che va dai 50€ ai 120€ di media. C’è però anche la possibilità di risparmiare, ad esempio, aprendo un conto per partite IVA che includa un sistema di fatturazione elettronica.

Per chi aderisce al regime forfettario c’è l’esenzione dall’IVA, e in sostituzione si applica un’imposta di bollo digitale di 2€ per tutti gli importi superiori ai 77,47€. Il pagamento dell’imposta è tramite F24. Per le attività in regime semplificato o ordinario c’è invece il versamento dell’IVA, che deve essere effettuato su base mensile o trimestrale.

Conto corrente aziendale

Le partite IVA non sono obbligate ad avere un conto aziendale separato da quello personale. Tuttavia, dividere la gestione finanziaria professionale da quella personale può essere utile. In primo luogo si ha una netta distinzione tra le entrate e le uscite personali e quelle legate all’attività. 

Inoltre, i conti aziendali offrono strumenti che aiutano a gestire un’attività, come la fatturazione elettronica, la registrazione automatica dei giustificativi, il collegamento a un commercialista e le statistiche dei flussi di cassa. Infine, in caso di controlli è possibile risalire subito alle singole fatture.

I costi di un conto per partite IVA sono molto convenienti, con diversi istituti online che includono anche piani di abbonamento senza canone, o con un importo minimo che si adatta ad ogni tipologia di attività.

Altri strumenti digitali

Per gestire un’attività può essere utile avere a disposizione una PEC, con un costo annuo di circa 8-10€. A questo si possono aggiungere software gestionali che aiutano a gestire il flusso di cassa, sempreché non si scelga un conto aziendale che li includa.

Tassazione

Le tasse per una partita IVA forfettaria sono calcolate sul coefficiente di redditività, una percentuale che varia in base alla tipologia di attività applicata sul guadagno ottenuto nel corso dell’anno (non si considerano le spese). Come prima indicato si parte dal 5% per i primi 5 anni e poi si raggiunge il 15%.

Per i regimi ordinario e semplificato, invece, si devono prendere come riferimento gli scaglioni IRPEF (a partire dal 23% per quello più basso), con un calcolo che viene fatto tra entrate e uscite effettuate nel corso dell’anno.

Infine si dovrà aggiungere anche la contribuzione INPS, che varia in base alla tipologia di regime fiscale e attività. In media la percentuale da considerare è del 24,06%.

Conviene aprire una partita IVA online?

Aprire una partita IVA ha dei costi e degli obblighi burocratici e fiscali. Quando conviene rispetto a una prestazione occasionale? Ad esempio per chi ha iniziato a lavorare da casa online con il PC e vuole rendere questa attività un qualcosa di costante e con introiti fissi.

In generale aprire partita IVA è utile per chi vuole ampliare la propria attività ed essere in regola con il fisco e la legge.

Certo ci sono dei costi in più da sostenere, ma oggi grazie al regime forfettario, c’è l’opportunità di risparmiare per i versamenti dei contributi o le eventuali tasse.

Domande frequenti

Come aprire la partita IVA online?

Per aprire la partita IVA online è necessario compilare il modello AA9/12 nella sezione FiscoOnline dell’Agenzia delle Entrate e seguire i relativi passaggi.

Posso aprire la partita IVA online da solo?

Sì, è possibile di aprire una partita IVA online senza necessità di un consulente, seguendo gli step presenti nel nostro articolo.

Quanto costa aprire la partita IVA online?

L’apertura della partita IVA online è gratuita per le attività professionali e per i lavoratori autonomi, mentre prevede un costo intorno ai 200€ per le ditte individuali.

Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

7 commenti su “Come aprire partita IVA online, anche gratis”

  1. Salve,
    Articolo super utile grazie mille!

    E’ possibile aprire una partita IVA ( regime Forfettario) se non si ha la residenza in Italia?
    Sono Italiana ma sono iscritta all’AIRE del REGNO UNITO.

    Grazie mille,

    Giulia

    Rispondi
    • Salve Giulia, secondo l’Agenzia delle Entrate i soggetti non residenti (persone fisiche e soggetti diversi) possono aprire partita IVA, ma devono compilare il modello ANR/3. Le consigliamo di informarsi presso un commercialista.

      Rispondi
  2. Salve, quindi se ho ben capito posso lavorare come arredatrice degli interni senza partita iva. Sui social posso pubblicizzarmi per farmi conoscere come interior designer anche se non ho una partita iva?

    Rispondi
    • Salve Anna Maria, non esattamente. Se intende svolgere la professione di interior designer in maniera continuativa nel tempo (e non occasionale) allora dovrebbe aprire partita iva, a prescindere dai guadagni che otterrà da questa attività. Consigliamo in ogni caso di richiedere una consulenza a dei commercialisti esperti per non sbagliare.

      Rispondi
  3. Buonasera,
    Sono in pensione da qualche anno, ex militare andato in congedo a domanda.
    Ho instaurato un rapporto di collaborazione con una SRL.
    Per questo rapporto devo ricevere una somma che supera il tetto massimo di una prestazione “occasionale” e quindi dovrei aprire la partita iva.
    E’ molto probabile che questa collaborazione continui.
    Le mie domande:
    a) Regime forfettario prevede un tetto annuo di € 65K, al posto della tradizionale IRPEF, dovrei pagare l’imposta sostitutiva che a me risulta essere del 5% del fatturato annuo in caso di nuova p.iva e fino al 5° anno per poi passare al 15%. Confermate questi dati?
    b) Sono costretto ad iscrivermi alla gestione separata INPS con conseguente pagamento dei contributi (freelance, professionista )?
    c)Leggo che questi possono cambiare a seconda il tipo di codice attività (ateco)
    Spero di essere stato chiaro nelle mie domande.
    Grazie

    Rispondi

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