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Come comprare Bitcoin nel 2026

Oggi è possibile comprare Bitcoin in diversi modi: con un exchange, un broker crypto o in banca. Come fare? Dove custodirli? Cosa considerare? Scoprilo nella nostra guida.

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A più di 15 anni dalla nascita, Bitcoin continua ad essere la crypto a più alta capitalizzazione e con il maggior volume di trading. In media in un giorno gli scambi superano i 28 miliardi di dollari1

Da asset riservati solo a una nicchia di investitori, oggi comprare Bitcoin è possibile per tutti i trader retail. Bastano anche 10€ per aprire una posizione su un exchange o su un broker crypto autorizzato.

Tuttavia, la loro volatilità li rende strumenti digitali speculativi per eccellenza con un elevato rischio di perdere parte o tutto il proprio denaro. Inoltre, oggi sono disponibili diverse modalità per entrare in possesso dei Bitcoin oltre alla compravendita, tra cui il mining, o l’investimento in ETF spot e i PAC. 

In questo contesto può essere utile una guida completa per comprendere cosa sono i Bitcoin, come effettuare la compravendita, ma anche come mantenerli al sicuro e mettersi in regola con il fisco italiano.

Cosa sapere prima di investire

I Bitcoin nascono nel 2009 dall’idea di Satoshi Nakamoto (nome anonimo dell’inventore) di creare una valuta digitale da utilizzare per gli acquisti in rete e per concludere transazioni online. Si basano su una tecnologia innovativa: la blockchain. Spiegato in modo semplice, è un sistema con cui si verificano le transazioni online attraverso l’utilizzo di una rete decentrata composta da una serie di computer. 

Grazie alla potenza di calcolo dei processori è possibile così verificare le transazioni. I Bitcoin non sono coniati, ma vengono creati in rete attraverso uno specifico processo chiamato protocollo Proof of Work. Grazie ad esso è possibile estrarre un codice che identifica i Bitcoin definito come mining. Quando si acquista un Bitcoin si entra in possesso proprio di un codice alfanumerico che ne definisce la proprietà.

Andamento storico, volatilità e budget

Negli anni il valore dei Bitcoin è passato da pochi centesimi di dollaro a un massimo storico di 125.745$ raggiunto il 22 settembre 2025. Come si nota dal grafico, l’andamento dei Bitcoin è soggetto a una forte volatilità. 

Storico Bitcoin a febbraio 2026

Questo termine indica la variazione del prezzo in un dato momento, il che comporta un elevato rischio di perdere tutto o parte del proprio capitale. Una buona regola è quella di stabilire un budget da allocare, magari una porzione del proprio capitale ridotta.

Oggi alcuni analisti li hanno paragonati all’oro, definendoli dei beni rifugio per il loro valore. Negli ultimi cinque anni il prezzo dei Bitcoin è oscillato tra i 45.000$ e i 120.000$, resistendo anche ai momenti di maggiori crisi del mercato.

Operare sui Bitcoin deve essere fatto sempre con la massima attenzione e consapevolezza dell’elevato rischio insito di questo asset.

Comprare, scambiare e mining

Il possesso dei Bitcoin si può ottenere in modi diversi. La prima opzione è quella della compravendita con cui si cambiano valute FIAT in un certo numero di queste crypto che verranno custodite nel proprio wallet. L’operazione può essere fatta tramite acquisto reale o il trading CFD (vedi più avanti).

Altra opzione è quella del mining. È il sistema con cui si creano i Bitcoin. Come ricompensa per gli utenti che prestano il potere di calcolo dei loro computer per mantenere attiva la rete blockchain, vengono attribuiti un certo numero di Bitcoin. 

Infine è possibile ottenerli anche con uno scambio, ovvero un trasferimento da un portafoglio digitale a un altro. In questa sede ci soffermeremo sul primo modo: la compravendita tramite un exchange o un broker.

Scegliere la piattaforma

L’acquisto dei Bitcoin può avvenire attraverso una piattaforma specializzata nella compravendita delle crypto. L’opzione principale è quella di rivolgersi a un exchange, un broker crypto o una banca.

Oggi esistono centinaia di intermediari. La scelta deve essere fatta con molta attenzione, soprattutto per quanto riguarda l’affidabilità e la regolamentazione. Il consiglio è di iscriversi solo agli exchange che hanno ottenuto l’iscrizione al registro OAM (Organismo degli Agenti e dei Mediatori) in Italia o che sono conformi alla norma MiCAR della Comunità Europea.

Per i broker crypto, è necessario che siano inseriti all’interno degli intermediari nel registro Consob italiano, autorizzati ad operare da un’autorità finanziaria di uno degli Stati membri. Le banche invece, offrono di per se un’elevata garanzia sui soldi depositati. Il passo successivo è poi confrontare le commissioni e i costi, oltre alle diverse funzionalità offerte dalle piattaforme.

Migliori exchange

Gli exchange di criptovalute sono piattaforme online in cui è possibile comprare Bitcoin cambiando le proprie valute FIAT (euro, dollaro USA, sterlina britannica, ecc.) con le crypto. Inoltre, si ha accesso a diversi strumenti, tra cui quotazioni aggiornate in tempo reale, grafici, analisi e previsioni sull’andamento delle valute.

Includono anche uno o più wallet, ovvero portafogli digitali (vedi più avanti), in cui custodire i Bitcoin. L’offerta  di exchange è davvero ampia. Dalle piattaforme a maggiore capitalizzazione per numero di crypto come Binance, Kraken, Coinbase e OKX alle piattaforme di ultima generazione come Bitpanda, Bit2Me e YouHodler.

La maggior parte ha sede fuori dall’Italia. Per chi volesse semplificare l’aspetto fiscale e avere una piattaforma “Made in Italy”, ci sono però diverse opzioni, tra cui le piattaforme Checksig e Young Platform.

Exchange e broker Bitcoin 2

Broker crypto

I broker crypto sono piattaforme di trading in cui oltre a investire in azioni, ETF e altri asset, si include la compravendita sulle criptovalute. Nella maggior parte dei broker si utilizzano i CFD (Contract for Difference), una tipologia di contratto derivato emesso dalla piattaforma. È possibile investire sui Bitcoin a partire da 10$, aprendo una posizione di acquisto o di vendita.

I CFD hanno però dei rischi elevati dato che si applica una leva finanziaria, una sorta di prestito fatto dal broker che per le valute è del 2:1 del valore investito. Ciò permette di operare con capitali ridotti, ma aumenta anche l’esposizione finanziaria. Tra i broker italiani crypto che offrono questa opzione c’è Directa SIM , BG Saxo e ActivTrades.

Ci sono poi broker che includono al loro interno un exchange. Tra i più popolari c’è il broker eToro, divenuto famoso per il sistema di copy trading.  Include al suo interno un wallet crypto con cui è possibile fare trading CFD, ma anche acquistarle in modo reale i Bitcoin e mantenerle a tempo indeterminato nel proprio portafoglio.

Banche di investimento

Diverse banche online che includono oltre ai servizi bancari come un conto e una carta di debito, anche la possibilità di investire in diversi asset tra cui le crypto e nei Bitcoin. Tra le prime in Italia c’è FinecoBank, con cui oggi è possibile acquistare Bitcoin con trading CFD. 

Anche Banca Sella ha dato la possibilità ai suoi clienti tramite il conto online Hype (in partnership con Conio). Poi ci sono istituti di credito esteri che però hanno oggi una licenza bancaria in Italia. Un esempio è Revolut Bank  che offre una sezione in cui acquistare i Bitcoin e oltre 200 valute, e Trade Republic. Nato come broker con cui creare dei piani di accumulo del capitale in Bitcoin a partire da 1€, oggi è diventato una vera e propria banca online.

Altri metodi per comprare Bitcoin

Ci sono anche altre opzioni per possedere Bitcoin. È possibile comprarli in tabaccheria grazie all’accordo tra Binance e la piattaforma MrPay. Si acquista una Gift Card Binance disponibile dal 2023 in oltre 5.000 punti vendita in Italia.

Un’altra opzione è quella di utilizzare un ATM Bitcoin. Sono sportelli automatici come quelli con cui si prelevano i soldi, ma che permettono di cambiare valute FIAT in crypto, compresi i Bitcoin. È possibile pagare in contanti, con carta di debito o di credito, oppure collegando un proprio wallet. Tuttavia, oggi in Italia ce ne sono solo un centinaio e non sempre funzionanti.

L’acquisto può avvenire anche con PayPal. Non è possibile farlo direttamente dall’account PayPal (in Italia), ma si può utilizzare il saldo disponibile o una carta di debito o di credito collegata. Basta selezionare PayPal come modalità di acquisto tra quei broker ed exchange che offrono questa opzione.

Guida all’acquisto

Vediamo praticamente come acquistare dei Bitcoin da una delle piattaforme che abbiamo prima indicato. L’operazione è più o meno simile. In alcuni casi è necessario utilizzare il cellulare, tramite app. In altri è possibile farlo da smartphone o dal desktop.

1. Registrazione e verifica dell’identità

La procedura di registrazione è simile sia se si procede da un’app mobile, sia se si effettua dal desktop. È necessario inserire il proprio nome e cognome, un indirizzo e-mail e un numero di cellulare. Nei form successivi, la piattaforma richiederà di inserire anche i dati personali, con indirizzo di residenza, codice fiscale e numero di un documento di identità. 

Una copia di quest’ultimo deve essere aggiunta alla richiesta con una foto scattata dal cellulare o con un file PDF. A questo punto si passa alla verifica d’identità tramite il sistema KYC (Know Your Customer). Questa procedura  è obbligatoria per le banche, gli intermediari finanziari e le piattaforme che operano con le crypto e che sono autorizzate. È necessario fare un video selfie e inserire i dati del proprio documento, scattando anche una foto.

Iniziare a comprare Bitcoin

2. Apertura conto e questionario

 A questo punto si deve attendere l’apertura del conto, una procedura che richiede da poche ore a un massimo di un giorno comunicato tramite e-mail. Una volta ricevuta  ed entrati nel proprio account si deve rispondere a un questionario di base, obbligatorio per tutte le piattaforme regolamentate,  con cui l’intermediario valuta la conoscenza delle crypto da parte dell’utente.

3. Depositare fondi 

Per iniziare a investire è necessario versare sul conto di trading del broker, exchange o banca di investimento una somma di denaro. L’importo minimo varia in base alle piattaforme. Alcune richiedono versamenti standard pari a 50€ o 100€. Altre offrono la possibilità di investire anche a partire da 1€. Il denaro può essere trasferito con diverse opzioni:

  • bonifico bancario;
  • carte di credito, di debito o prepagate;
  • conto PayPal;
  • altri wallet digitali;
  • Apple Pay e Google Pay. 

Il conto titoli e gli strumenti di pagamento devono essere sempre intestati al medesimo soggetto.

4. Effettuare l’ordine 

Ora che si hanno i soldi sul conto, basta ricercare tra gli asset i Bitcoin, scegliere il momento giusto per effettuare l’acquisto e confermarlo.  Come indicato prima, alcune piattaforme danno la possibilità di comprare la crypto a partire da 10€ attraverso ordini frazionati, quindi ottenendo una porzione di Bitcoin equivalente alla somma investita. In altre situazioni è possibile utilizzare i CFD e fare trading online sulle valute.

5. Conferma e prima visualizzazione del saldo

L’acquisto dei Bitcoin è immediato, ma in alcuni casi ci possono volere alcuni secondi e anche qualche minuto per il suo completamento. Questa tempistica varia in base alla piattaforma e alla risposta della blockchain.  

Una volta confermato l’acquisto, i Bitcoin verranno posizionati nel portafoglio digitale dell’utente o wallet.

Dove conservare i Bitcoin

Il wallet o portafoglio digitale è uno strumento dotato di una tecnologia con cui si collega alla blockchain dei Bitcoin. Grazie ad esso è possibile comprare questa cripto, venderla, ma anche trasferirla su un portafoglio digitale, proprio o di un’altra persona. Ha anche una funzione di custodia, dato che protegge la chiave di rete privata che indica il possesso della crypto. Aspetto fondamentale dato il valore odierno di un singolo Bitcoin.

Wallet bitcoin

Alcune piattaforme forniscono un wallet interno, definito come custodial e online. Per accedervi è necessario entrare sulla piattaforma. Altri intermediari offrono portafogli indipendenti, come il Wallet di Coinbase. Sono definiti non custodial, dato che le chiavi di rete sono in possesso dell’utente, con la possibilità di accedervi sempre anche senza entrate nella piattaforma. 

Alcune versioni sono online, altre sono disponibili in dispositivi fisici simili a una penna USB o a un hard disk esterno (hardware wallet). Questi ultimi, chiamati anche cold wallet (portafogli freddi), sono in assoluto quelli più sicuri, dato che non sono collegati alla rete.

Tra le marche più diffuse ci sono i Ledger e i Trezor. Tuttavia, in caso di perdita del dispositivo o delle chiavi di accesso, non si avrà più l’opportunità di recuperare i Bitcoin.

Strategie per ridurre il rischio

Investire nei Bitcoin ha un rischio alto, dovuto alla volatilità. Con alcune strategie è però possibile ridurlo e ottenere comunque un probabile rendimento. Prima di tutto, il consiglio è quello di apprendere il più possibile su come investire sui Bitcoin, approfondendo le informazioni che abbiamo inserito in questa guida. 

Potrebbe essere utile applicare la regola del Dollar Cost Averaging: acquistare un asset in tempi e prezzi diversi. È una strategia a medio termine che però permette di ottenere un prezzo medio più equilibrato rispetto a un singolo acquisto. 

Le piattaforme di oggi favoriscono questo sistema grazie ai PAC in crypto, piani di accumulo del capitale. Infine, è importante accettare che i Bitcoin sono estremamente volatili: hanno dimostrato negli anni di essere soggetti a variazioni di prezzo anche del 50% del loro valore in periodi molto brevi.

Tassazione Bitcoin

Il semplice possesso dei Bitcoin non è tassato. Ha rilevanza fiscale la vendita che genera una plusvalenza, soggetta a un’imposta sostitutiva del 33% (fino al 1° gennaio 2026 era del 26%). Dal 1° gennaio è in vigore anche la DAC8, regolamento UE che impone alle piattaforme exchange e ai fornitori di strumenti di comunicare le transazioni avvenute nel corso dell’anno.

Per chi opera con una piattaforma italiana, si applica il regime fiscale amministrato. In base ad esso è l’intermediario a svolgere la funzione di sostituto d’imposta, applicando la tassazione sulle plusvalenze e l’imposta di bollo annuale pari allo 0,20% del valore del portafoglio al 31 dicembre.

Nei broker o exchange con sede all’estero, indipendentemente dalla vendita,  il possesso dei Bitcoin deve essere sempre dichiarato. La nuova legge di bilancio ha abolito la franchigia sulle crypto fino ai 2.000€. Quindi, qualunque importo di valute digitali dovrà essere inserito nel quadro RW della dichiarazione dei redditi ai fini del monitoraggio fiscale e per il versamento dell’IVAFE (equivalente dell’imposta di bollo). 

In caso di plusvalenze (guadagni) si applica il regime dichiarativo. È l’utente a inserire i guadagni e le perdite (minusvalenze) nella dichiarazione dei redditi a fine anno, aggiungendoli nel quadro RT.

FAQ

Conviene comprare Bitcoin oggi?

Dipende dalla propria propensione al rischio e dall’obiettivo di investimento. I Bitcoin hanno un’elevata volatilità. Basta considerare che nel giro di 6 mesi il loro valore è sceso del 50%.

È possibile comprare Bitcoin senza registrazione KYC?

Le piattaforme regolamentate e autorizzate con cui investire in Italia sui Bitcoin hanno l’obbligo del KYC (Know Your Customer). Registrarsi a piattaforme in modo anonimo, quindi che non richiedono la verifica di identità potrebbe essere rischioso, in quanto non c’è una tutela per il denaro e trasparenza dei costi.

Si possono comprare Bitcoin senza commissioni?

Sì, alcune piattaforme permettono l’acquisto dei Bitcoin applicando uno spread sul loro valore per il trading CFD. Nel caso di acquisto reale, c’è quasi sempre una commissione.

Dove si comprano i Bitcoin in Italia?

Oggi è possibile investire sui Bitcoin registrandosi a un broker o un exchange italiano o a quelli esteri abilitati ad operare anche in Italia. È possibile comprare Bitcoin anche in banca.

  1. https://coinmarketcap.com/it/ ↩︎
Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

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