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Credem è ancora la banca più solida in Italia

Credito Emiliano si conferma la banca più sicura in Italia e tra le più solide in Europa.

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Credem è la banca più solida in Italia nel 2026 e uno degli istituti di credito più affidabili a livello europeo. Lo dicono i dati pubblicati dalla Banca Centrale Europea relativi ai requisiti patrimoniali delle banche vigilate direttamente dall’autorità di Francoforte.

Già l’anno scorso e quello prima Credito Emiliano era risultata essere la miglior banca italiana per solidità secondo il giudizio BCE. Il parametro chiave che ha preso in considerazione Francoforte è il Pillar 2 Requirement (P2R), un requisito supplementare che le banche devono rispettare per garantire la propria stabilità.

Tienilo a mente

Più il P2R è basso e meno capitale extra deve accantonare la banca per fare fronte alle incertezze di mercato. Le banche più solide, quindi, sono quelle con minore P2R.

Gli indicatori di affidabilità

L’indicatore principale di solidità patrimoniale, il CET1 ratio, si attesta al 16,23% al 30 settembre 2025 (perimetro di vigilanza Credemholding). Un valore nettamente superiore al requisito minimo richiesto per il 2026, fissato all’8,55%. Il buffer è tra i più ampi del sistema bancario europeo: 768 punti base. Nello stesso periodo il CET1 ratio del Gruppo Bancario Credem raggiunge il 17,45%.

Il parametro preso in esame dalla BCE in fase di valutazione è il Pillar 2 Requirement (P2R), pari all’1,25% per il Gruppo Credem. Un valore al primo posto in Italia, tra i primi tre in Europa e al secondo posto tra le banche commerciali europee, secondo i dati pubblicati il 18 novembre 2025 dalla BCE nell’ambito degli istituti che hanno reso disponibili le informazioni. La rilevazione rientra nell’analisi annuale SREP, Supervisory Review and Evaluation Process, che verifica resilienza, gestione dei rischi e adeguatezza patrimoniale delle banche.

Il requisito patrimoniale complessivo per il 2026, riferito al CET1 ratio, è fissato all’8,55% e include diverse componenti:

  • requisito minimo indicato dal Regolamento 575/2013 (CRR);
  • riserva di conservazione del capitale pari al 2,5%;
  • requisito Pillar 2 (1,25%, da detenere per almeno il 56,25% in capitale CET1 e per almeno il 75% in capitale Tier 1);
  • coefficiente della riserva anticiclica (0,0378% al 30 giugno 2025);
  • Systemic Risk Buffer (0,813%).

I requisiti per il Tier 1 ratio e per il Total Capital ratio sono fissati rispettivamente al 10,29% e al 12,60%.

“Questo primato di solidità, che si conferma ormai da diversi anni, non è solo un traguardo isolato, ma è la chiara conferma della validità e della resilienza del nostro modello di business e della diffusione di un’attenta risk culture a tutti i livelli”, ha dichiarato il direttore generale di Credem, Stefano Morellini, “Il risultato è frutto del lavoro rigoroso e della dedizione di tutti i colleghi e le colleghe e costituisce garanzia e sicurezza per coloro che intrattengono rapporti con le società del nostro Gruppo”.

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Trader, opinionista ed esperto di mercati azionari e criptovalute. Uno dei primi investitori in Italia a credere in Bitcoin e diventarne un profondo conoscitore. Collabora con FinanzaDigitale dal 2014.

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