Che sia di Roma, Milano, Napoli o Torino, qualsiasi taxi deve avere a bordo un device POS per accettare pagamenti digitali. Lo dice la legge italiana dal 2014, che da poco ha anche stabilito che sul taxi bisognerà obbligatoriamente pagare con carta per scaricare le spese di trasporto1.
Per ovvie ragioni, un taxi deve dotarsi di un dispositivo comodo da usare in auto e che non necessita di una presa di corrente. Oggi esistono POS portatili che offrono condizioni vantaggiose sia per chi gestisce tante transazioni al giorno (e quindi risparmiare sulle commissioni) oppure poche (e quindi azzerare il canone).
POS per tassisti
Il POS sui taxi è obbligatorio?
Sì, il POS sui taxi è obbligatorio per legge. Avere un device in grado di ricevere un pagamento elettronico è sancito dalla legge italiana, e dal 30 giugno 2022 esistono anche sanzioni per chi non è provvisto di POS o rifiuta un pagamento con carta (30 euro + 4% dell’importo).
L’obbligo del POS si applica a qualsiasi tipo di negozio, struttura ricettiva, locale di ristorazione, attività e professionista che offre beni o servizi al cliente finale. Dunque, anche i tassisti di tutta Italia sono tenuti a rispettare questa regola e dotarsi di un dispositivo portatile.
Sul taxi si può usare il bancomat?
In linea teorica sì. Il taxi deve avere un dispositivo POS (portatile o mobile) in grado di accettare carte di debito, bancomat e carte di credito. Il circuito PagoBancomat è uno standard accettato praticamente in tutti i taxi italiani.
Purtroppo, nonostante le sanzioni, in Italia è possibile trovare tassisti che non hanno ancora un POS a bordo. Il problema si può risolvere chiedendo informazione sui metodi di pagamento disponibili prima della corsa.
Gli stessi tassisti chiedono spesso di avvisare in anticipo se intendi pagare la corsa con carta o wallet digitale.
FAQ
I tassisti spesso preferiscono i pagamenti in contanti perché le commissioni sui pagamenti con carta riducono i loro margini di guadagno, ma soprattutto perché il contante permette anche di poter “celare” alcuni guadagni e fare nero. Sui taxi il POS dovrebbe essere obbligatorio, ma in alcune situazioni certi autisti preferiscono sviare il pagamento digitale.
I taxi accettano pagamenti sia in contanti che con carte di credito o debito, in alcuni casi anche con metodi innovativi come Satispay. In Italia il POS è obbligatorio per consentire ai clienti di pagare come preferiscono e consentire pagamenti tracciati.
Non pagare il taxi equivale a una violazione delle norme legali. Se il passeggero non paga, il tassista può denunciare l’accaduto alle autorità, e il cliente rischia conseguenze legali, come una denuncia per insolvenza. Il fatto che il taxi non abbia il POS non autorizza il cliente ad andarsene senza pagare.
Il POS è obbligatorio per tutti, commercianti e fornitori di servizi, compresi i tassisti. Nessuna categorie di esercente, nemmeno i tabaccai, sono esentati dall’avere un POS e offrire il pagamento digitale. Nessuno può rifiutare un pagamento con POS nemmeno in caso di importi bassi, es. sotto i 5 euro.
Alla fine della corsa il tassista ti comunica l’importo e puoi scegliere di pagare in contanti o con il POS. Molti taxi ora accettano anche pagamenti tramite app, ma non sono obbligati a farlo.
Se non accetta la carta, le alternative sono pagare cash oppure chiedere un IBAN e fare un bonifico istantaneo sul conto del tassista. In ultima istanza ci si può mettere d’accordo, lasciare le proprie generalità e pagare in un secondo momento.








